amazon furgoni inquinamento

Non dovete uscire di casa, recarvi al centro commerciale in macchina o in motorino e acquistare i prodotti per poi percorrere nuovamente il tragitto. Lo shopping online non solo è più comodo, ma apparentemente anche più "green", perché evita di farci prendere la macchina e attraversare la città. Ma è davvero così? Quello che spesso non consideriamo è che l'aumentare degli ordini porta ad un incremento nei mezzi di trasporto per le consegne in circolazione e, di conseguenza, dello smog nell'aria. Il risultato? Più si ordina online, più aumenta l'inquinamento.

A dirlo è Bloomberg in relazione a Londra, che tra il 2008 e il 2014 ha incrementato la congestione stradale del 2,8 percento proprio a causa del maggior numero di veicoli per le consegne presenti sulle strade. Per i prossimi 15 anni la città inglese prevede un ulteriore aumento del 20 percento legato ai mezzi di trasporto dei corrieri, elemento che ha spinto l'autorità dei trasporti a trovare subito una soluzione. La più ovvia è, chiaramente, l'utilizzo di veicoli elettrici. Come quelli della Gnewt Cargo, che già mette a disposizione un grande numero di mezzi elettrici pronti per consegnare merci.

L'altro fronte sul quale spingere è quello dell'ottimizzazione del percorso, anche per ridurre il livello di congestione stradale ed evitare che lo smog si concentri solo in determinate aree. L'utilizzo di furgoni elettrici sembra comunque la soluzione più ovvia e semplice per ridurre drasticamente il problema dello smog causato dal picco di ordini online e dalle conseguenti consegne. Per questo i primi ad attivarsi sono stati enti e aziende impegnate nella consegna dei pacchi, come il servizio postale norvegese e il negozio online Alibaba, realtà cinese impegnata nello studio di soluzioni elettriche per la consegna dei pacchi nel già molto inquinato paese.