A causa della Brexit celebratasi alla fine del mese scorso ma in cantiere ormai dal 2016, lo scambio di merci, denaro e persone tra il Regno Unito e l'Unione Europea si farà più complesso di quanto non lo sia mai stato negli ultimi 20 anni, ma in attesa di capire con più precisione quale impatto avrà la Brexit sulla quotidianità dei cittadini dell'Unione c'è già chi si sta facendo una domanda pratica di non poco conto: come funzionerà a partire da questi giorni il roaming nel Regno Unito, e viceversa? Telefonare e navigare online con una scheda SIM italiana a Londra costerà di più?

Per il momento la risposta è no. Quella del roaming gratuito fa infatti parte di una serie di accordi che Unione Europea e Regno Unito non sono ancora pronti a rinegoziare. La Brexit concretizzatasi il 31 gennaio in effetti non equivale a un istantaneo annullamento di tutte le norme che regolano il rapporto tra le due realtà politiche, ma presuppone un periodo di transizione dallo scopo ben preciso: rivedere alcuni aspetti che regoleranno l'interazione tra Unione Europea e Regno Unito alla luce del divorzio ormai finalizzato.

Il roaming fa parte di questi aspetti: l'azzeramento dei costi aggiuntivi per parlare o navigare all'estero nei Paesi dell'Unione risale ormai al 2017 (con grande sollievo dei cittadini di tutti i Paesi coinvolti), ma dal momento che la norma è nata proprio nell'ambito dell'Unione Europea, l'uscita del Regno Unito da questo contesto le dà l'opportunità di sfilarsene. I due soggetti avranno però tempo per trovare un eventuale nuovo accordo fino al 1 gennaio 2021. Fino a quella data dunque il roaming resterà gratuito in ogni caso — sia per gli italiani nel Regno Unito, sia per chi ha un numero britannico ed è in visita in Italia.

Non è detto però che prima della fine dell'anno non venga trovato un accordo sostitutivo che faccia le veci dell'attuale norma sul roaming all'interno dell'Unione, oppure che i singoli operatori telefonici decidano di colmare il vuoto creatosi ideando una propria soluzione commerciale. Chi si sposta frequentemente o ha in programma di farlo nei prossimi mesi può dunque rimanere tranquillo fino all'anno prossimo, cercando però di fare attenzione alle ultime notizie sul dopo Brexit visitando le pagine del proprio operatore telefonico, per capire se dal 2021 toccherà effettivamente includere il roaming tra le spese da prendere in considerazione per i viaggi nel Regno Uhnito.