Saper programmare un videogioco è tra i sogni di molti dei videogiocatori più incalliti fin dalla tenera età, e negli ultimi anni le soluzioni per imparare a farlo divertendosi non sono mancate. L'ultima l'ha proposta Nintendo in queste ore: si chiama Laboratorio di videogiochi ed è l'ultimo titolo per la sua console portatile Nintendo Switch. Il titolo è in uscita il mese prossimo e utilizza una grafica accattivante e meccanismi facili da imparare per insegnare i rudimenti della programmazione a bambini e ragazzi interessati a creare il proprio videogioco e farlo giocare ad altri amici e contatti online.

Libertà totale

Rilasciato in queste ore, Laboratorio di videogiochi si inserisce nel filone dei giochi di creazione, nei quali gli utenti utilizzano strumenti messi a disposizione per creare esperienze di gioco all'interno del loro titolo. È quello che avviene in Roblox e in titoli come Little Big Planet o come in Super Mario Maker, serie creata dalla stessa Nintendo e incentrata sulla sua mascotte. In Laboratorio di videogiochi non ci si limita a creare scenari e livelli per un solo genere di gioco, ma è possibile programmare il comportamento degli elementi fin dalle basi: si può ad esempio assegnare allo stick del controller i movimenti di un protagonista; si possono creare ostacoli, disegnare avversari e sfondi e impostare regole di comportamento per qualunque elemento sia presente sullo schermo.

Come si crea un videogioco

La libertà di movimento prevista dagli sviluppatori consente di creare giochi di ogni genere – il tutto con un sistema che non prevede l'utilizzo di linguaggi di programmazione. Per definire variabili, costanti e regole all'interno dei giochi si utilizzano personaggi di fantasia, realizzati in pieno stile Nintendo; le nozioni si imparano tramite missioni di difficoltà crescente, che sbloccano man mano nuovi elementi che aggiungono complessità a quanto è possibile creare all'interno del gioco. Tutte queste trovate dovrebbero aiutare bambini e ragazzi ad avvicinarsi al mondo dello sviluppo evitando la frustrazione dell'imparare linguaggi che possono risultare ostici, fino al momento in cui potranno decidere di pubblicare le loro creazioni online per mostrarle ad amici e contatti.