Esattamente 4 anni fa, poco dopo l'annuncio del prezzo del primo Oculus Rift, scrivevo che quella della realtà virtuale poteva essere una rivoluzione, ma si era rivelata solamente un altro gadget troppo costoso. 742 euro per un visore che nasceva da una premessa lontana anni luce: "Accessibile a tutti" diceva il fondatore di Oculus Luckey Palmer, "il nostro obiettivo è quello di rendere Oculus Rift talmente economico da puntare al fornirlo gratuitamente stringendo accordi con altre aziende". Un obbiettivo che si è poi scontrato contro un prezzo di ingresso in questo nuovo settore altissimo: non erano solamente i 742 euro, ma anche la necessità di possedere un PC da almeno 1.000 euro e, successivamente, la necessità di acquistare anche i due controller di movimento. Poi, per fortuna, è arrivato Facebook.

Dal momento dell'acquisizione, i piani di Oculus sono tornati sui binari giusti: prima l'abbassamento del prezzo del Rift, poi il lancio del visore stand alone Oculus Quest, che ha portato la realtà virtuale verso costi molto più abbordabili. Ora, con il Quest 2, l'azienda ha definitivamente cementificato questa strategia, proponendo un visore potente e completo a 299 dollari (che in italia diventano 349 euro). Una mossa che rende finalmente mainstream la realtà virtuale, supportata peraltro da un catalogo che nel corso degli ultimi anni si è arricchito con titoli che vanno ben oltre la semplice demo tecnica.

L'impatto del Quest 2 sarà d'altronde totalizzante: l'azienda ha già annunciato di voler eliminare il resto della linea di visori in favore di questo nuovo modello, che può essere utilizzato in modalità indipendente senza cavi né sensori esterni oppure collegato, proprio come nel caso del primo modello, a un computer per giocare ai titoli più esigenti in termini di prestazioni. E allora ecco che gli altri visori diventano inutili: via la serie Rift e via anche il primo Quest, in favore di un dispositivo che a 299 dollari offre tutto l'ecosistema Oculus. Lo fa aumentando la risoluzione degli schermi e diminuendo il peso, inserendo un processore Snapdragon XR2 e aumentando la RAM da 4 a 6 GB. In futuro arriverà anche un aggiornamento della frequenza di aggiornamento degli schermi, che passerà da 72 a 90 Hz. Unica nota negativa è che per poterlo utilizzare sarà necessario loggarsi con il proprio account Facebook. Un compromesso che l'azienda ha giustificato con la necessità di contatti sociali in questo momento di pandemia.