Il problema delle fake news su Facebook ormai è difficile da tenere sotto controllo, dal momento che il maggiore vettore della loro diffusione è costituito da utenti che le condividono in buona fede. Per questo motivo il social ha deciso di avviare una campagna informativa per aiutare gli iscritti a distinguere una notizia vera da una bufala, da un'analisi fuorviante o da un fatto di cronaca gonfiato ad arte: l'iniziativa prevede una serie di annunci che appariranno sul social e che rimanderanno a un apposito sito realizzato da Facebook con tre regole d'oro per diventare esperti nell'intercettare notizie fake. I consigli di Facebook assumono la forma di tre domande — ovvero le Tre domande per aiutarti a individuare le notizie false" — che gli utenti sono invitati a porsi ogni volta che decidono di condividere un articolo scovato online o sulle pagine dello stesso social.

Quali sono le tre domande di Facebook

La prima domanda è Da dove viene invita gli iscritti a cercare sempre la fonte primaria della notizia, chiedendosi per quale motivo un sito o una testata poco conosciuta potrebbero voler diffondere le informazioni riportate all'interno. La seconda domanda è Cosa Manca, e sottolinea l'importanza di non fermarsi ai titoli degli articoli e di fare attenzione all'eventuale presenza al loro interno di cifre che non tornano, immagini che potrebbero essere state modificate e soprattutto il parere di altre testate sullo stesso argomento. La terza e ultima domanda è Come ti senti, in riferimento al fatto che spesso le fake news sono realizzate ad arte per provocare sentimenti forti come indignazione e sgomento oppure speranza ed euforia: è una tecnica collaudata per assicurarsi la visione e la condivisione degli articoli.

Condividere meno, condividere meglio

I consigli di Facebook terminano con una esortazione finale — "Se ancora non sei sicuro, non condividere" — particolarmente significativa per un social network che per più di 15 anni ha fatto della condivisione indiscriminata prima la sua missione e poi uno dei suoi principali mezzi di crescita. Inizialmente l'iniziativa coinvolgerà un numero ristretto di utenti, per poi essere estesa al grande pubblico in numerosi Paesi dell'area europea, in Medio Oriente e Africa.