15 Novembre 2021
13:36

Cos’è il braccio robotico che pulisce il sangue, diventato virale su TikTok

È apparso sulle pagine di milioni di utenti e fa parte di un’opera d’arte chiamata “Can’t Help Myself” inaugurata nel 2016. Ecco cosa significa e qual è il suo scopo.
A cura di Lorenzo Longhitano

Negli ultimi giorni milioni di utenti di TikTok si sono imbattuti per caso in un video che gli algoritmi della piattaforma hanno reso virale: un grande braccio robotico dotato di spatola per liquidi, che lavora incessantemente al centro di una stanza per raccogliere a sé un liquido rosso che sembra sangue. Le clip pubblicate sul tema sono ormai decine, e molte stanno raccogliendo milioni di visualizzazioni in virtù dell'effetto che questo spettacolo sta avendo sugli utenti del social. Il risultato non è del tutto sorprendente: quella che è diventata virale su TikTok è infatti un'opera d'arte che dal 2016 suscita reazioni intense anche dal vivo.

 

Da dove arriva il braccio robotico

Ideata dagli artisti cinesi Sun Yuan e Peng Yu, l'opera si chiama "Can't Help Myself", ovvero "Non posso farci niente", e si compone di un grosso braccio meccanico con giunture e servomotori, del tutto simile alle unità utilizzate in parecchi rami industriali per la produzione e l'assemblaggio di componenti. Lo strumento posto al termine del braccio è una spatola commisurata alle dimensioni del macchianrio, che ha un unico compito: tergere il pavimento per impedire il dilagare di un liquido rosso che ne bagna la superficie. Il tutto è racchiuso in una stanza sigillata dalle pareti trasparenti, in modo tale che gli spettatori possano osservare l'opera nella sua azione.

Utenti incantati

Da queste premesse emerge chiaramente che il lavoro della macchina non finirà mai: il liquido tenderà sempre a occupare tutta la superficie disponibile e il braccio tenterà sempre di riportare a sé quanto continua a sfuggirgli. L'opera inoltre è visitabile dal 2016 e da allora non è stata modificata: se il braccio robotico ha intrapreso il suo ingrato compito appena uscito dalla fabbrica, dopo 5 anni lavora a fatica e in una stanza sporca senza potersi sottrarre alla sua natura. "Can't Help Myself" insomma si è evoluta negli anni, anche se questa evoluzione ha assunto l'aspetto di logorio, ruggine e di un rumore stridente che è diventato parte integrante dell'opera.

Il senso dell'opera

Tutti questi aspetti hanno contribuito a catturare l'attenzione di milioni di utenti su TikTok e risvegliato l'algoritmo di raccomandazione del social che ha così iniziato a consigliare queste clip anche a chi non vi si era ancora imbattuto. Tra le interpretazioni date nei commenti rispetto a quanto visto, poche si avvicinano al senso del dispositivo così come inteso dagli autori dell'opera: "Can't Help Myself" è infatti una installazione pensata per richiamare l'attenzione sui temi della sovranità territoriale e delle migrazioni.

La macchina è uno strumento che pattuglia qualcosa di incontrollabile — confini e popolazioni — e che nelle sue azioni lascia dietro di sé tracce indelebili che non per niente hanno l'aspetto di macchie di sangue; il fatto che il fulcro dell'opera siano strumenti come robot e algoritmi di guida software non è casuale, ma legato a un impiego sempre più ampio della tecnologia come metodo di sorveglianza.

 
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