C'è una nuova app che in queste settimane sta facendo registrare risultati sorprendenti, mantenendosi in testa alla classifica delle più scaricate dell'App Store solamente grazie al passaparola dei suoi utenti. Si chiama Yolo, è un'app rivolta al pubblico più giovane e si basa su un concetto molto semplice che a dire il vero non è neppure del tutto originale: permettere agli utenti di fare domande ai propri follower e di ricevere risposte in forma anonima, oppure di inviare domande anonime agli utenti che poi possono rispondere in pubblico. Per funzionare l'app si appoggia a Snapchat: il profilo con il quale si accede al servizio è quello legato alla piattaforma di messaggistica effimera, e gli scambi avvengono sulle storie di Snapchat, ma per il resto chi ha buona memoria rivedrà probabilmente in Yolo le caratteristiche principali di una manciata abbondante di altre app che in passato si sono rese protagoniste di simili boom.

Yolo: il precedente illustre

L'esempio più recente e famoso a livello internazionale è quello di Sarahah: l'app, sviluppata originariamente per ricevere commenti costruttivi dai colleghi di lavoro, è stata poi adottata in massa da un pubblico prevalentemente di giovani e giovanissimi per intrattenere sessioni di domande e risposte con amici e conoscenti, galvanizzati dalla possibilità di poter essere onesti l'uno con l'altro senza dover rivelare la propria identità. La storia di Sarahah e di altre app simili purtroppo ha insegnato che lo schermo dell'anonimato porta una inevitabilmente una percentuale di persone a sfoggiare il proprio lato peggiore sotto forma di commenti ostili e veri e propri atti di bullismo.

Due ostacoli da superare

Per questo motivo Yolo, che finora si è comportata egregiamente sia dal punto di vista della crescita in termini numerici che da quello della comunità, si troverà presto davanti a un doppio ostacolo. Dovrà innanzitutto mantenere i propri utenti interessati a utilizzare l'app anche nel medio e lungo termine (sia Sarahah che le altre piattaforme basate sull'anonimato hanno subito parabole discendenti da questo punto di vista); soprattutto però dovrà saper controllare da subito gli episodi di bullismo che inevitabilmente inizieranno a verificarsi sulla piattaforma nel momento in cui inizierà a farsi veramente affollata. È solo una questione di statistica, alla quale però Yolo dovrà farsi trovare preparata meglio di quanto stia facendo un colosso come Facebook, che con questi contenuti ha ammesso di avere ancora dei problemi.