In queste settimane il mondo della scuola ha dovuto ricominciare a confrontarsi con la didattica a distanza. Seguire le lezioni da un computer è stancante quasi quanto fare lezione utilizzando soltanto la webcam e la condivisione delle slide sullo schermo. Ai problemi naturalmente posti dalla barriera tecnologica tra alunni e insegnanti si stanno però affiancando difficoltà di altra natura, come studenti che sfruttano caratteristiche e modifiche software alle piattaforme di videoconferenza per non presenziare alle lezioni o superare le interrogazioni a distanza più facilmente.

Non è raro ad esempio – ha raccontato un insegnante a Fanpage.it – che gli studenti ricorrano a strumenti di impiego relativamente semplice per disturbare artificialmente il segnale video che i loro dispositivi inviano durante le riunioni. Nelle classi che si organizzano con Google Meet è possibile ad esempio sfruttare una estensione per il browser Chrome che modifica le riprese catturate dalla webcam per applicare loro filtri speciali in tempo reale. L'estensione è gratuita, si installa in pochi secondi e si può utilizzare direttamente nella finestra della videoconferenza. I filtri dal canto loro non sono particolarmente elaborati, eppure alcuni di quelli presenti nel catalogo tornano molto utili nel dare ai professori l'idea di una connessione disturbata.

Un filtro in particolare riduce la definizione dell'immagine fino a ridurre il soggetto inquadrato a un aggregato di pixel; un altro mostra dei disturbi che a un occhio poco esperto possono sembrare compatibili con quelli di un collegamento a Internet scadente; altri ancora bloccano l'immagine su un fotogramma esattamente come succede quando la linea si interrompe momentaneamente. Questi effetti possono essere utilizzati a più scopi: gli alunni possono semplicemente disturbare le lezioni con immagini capovolte, oppure approfittare del fatto che la loro immagine non sia ben distinguibile per non seguire le spiegazioni; negli attimi di fermo immagine, possono sfuggire alle domande più insidiose durante le interrogazioni con occhiate fugaci al libro di testo.

In Italia il digital divide è un problema serio che provoca problemi di connessione a studenti che desiderano semplicemente seguire le lezioni a distanza, motivo per cui in alcuni casi può essere difficile capire se qualcuno dei partecipanti alla videochiamata sta avendo davvero difficoltà tecniche o se li sta simulando conun programma per la modifica dei video. I professori dal canto loro possono dunque cadere nel tranello oppure rendersi conto di quello che sta avvenendo sullo schermo, ma non avere comunque sufficienti prove dal punto di vista tecnico per redarguire gli alunni con una nota formale.