Nella storia della tecnologia, e in particolar modo dell'informatica, le donne sembrano sempre giocare un ruolo marginale, eppure ogni volta che si decide di fare lo sforzo di grattare sotto la superficie delle narrazioni finora predominanti si scopre facilmente che non è così. L'ultimo esempio al riguardo arriva da Connessione: Storia femminile di Internet, libro della poliedrica scrittrice californiana Claire L. Evans edito da Luiss University Press che ha ricostruito la storia della Rete delle Reti concentrandosi su due aspetti del ruolo che le donne hanno avuto nel plasmarla: i loro contributi e il modo in cui siano state costantemente sistematicamente ostacolate o fatte scivolare in secondo piano nel loro lavoro.

Una storia travagliata

Dall'epoca delle schede perforate a quella delle connessioni a banda larga, Internet ha alle spalle una storia travagliata alle spalle che Evans ripercorre per episodi e per nomi, quando di nomi si può parlare. Sono centinaia infatti le donne che nei passaggi fondamentali dello sviluppo del web sono finite scavalcate o completamente dimenticate, a cominciare dalle kilo girls che fino alla prima metà del ventesimo secolo venivano impiegate in massa e a buon mercato per svolgere calcoli computazionali, quando i computer non erano ancora abbastanza potenti e versatili per le esigenze dei gruppi di ricerca.

Decenni di ostacoli

Nel periodo successivo le cose non sono andate molto meglio e Connessione: Storia femminile di Internet fa di tutto per rimediare al torto. Evidenzia il ruolo delle donne nelle scoperte, nei progetti e nelle intuizioni che hanno dato forma a Internet come la conosciamo oggi, ma non solo. Negli episodi che racconta, Evans sfata falsi miti ai quali in molti credono ancora oggi, a cominciare dal fatto che il sesso femminile sarebbe meno portato per le materie e le professioni tecniche e scientifiche. L'opera della scrittrice narra fatti realmente accaduti e ben documentati anche al di fuori delle pagine del libro, che mostrano decenni di grandi e piccoli contributi non riconosciuti quando non di vere e proprie umliazioni sul posto di lavoro istituzionalizzate; è una lettura a tratti amara ma che rende giustizia a migliaia di donne ignorate o dimenticate e potrà ispirarne migliaia di altre a cambiare la storia della scienza, della tecnologia e dell'informatica.