Chi su TikTok sta cercando di raccontare quel che sta avvenendo in Palestina in questi giorni sta rischiando di farsi chiudere per sempre l'account dai gestori della piattaforma. Secondo le segnalazioni di alcuni tiktoker, l'app sta rimuovendo molti contenuti relativi al bombardamento di Gaza che si sta verificando in questi giorni da parte delle forze armate israeliane, minacciando ritorsioni a lungo termine per chi reitera quelle che vengono considerate come violazioni del regolamento dell'app. I video vengono infatti eliminati dagli account dei proprietari, che ricevono una notifica dal sistema su come i contenuti abbiano violato le linee guida della community.

Le segnalazioni arrivano dagli utenti di TikTok colpiti dai provvedimenti, che riferiscono come in realtà i video ritenuti inadatti all'app non contengano elementi come morti o feriti ma in molti casi siano semplicemente resoconti di quanto sta accadendo nella zona della striscia di Gaza. I racconti non terminano tutti nello stesso modo: in alcuni casi i video vengono ripristinati dopo un periodo di tempo variabile; in altre testimonianze, i tiktok rimangono offline; in alcune situazioni infine sembra addirittura che i video non superino neppure la procedura di caricamento. Il tutto sortisce un effetto censorio sulla narrazione dell'intera vicenda che sta sconvolgendo il medio oriente in questi giorni.

Perché TikTok sta rimuovendo i video che parlano dei bombardamenti in Palestina

Le segnalazioni arrivano da tutto il mondo e riguardano diverse tipologie di utenti: dai singoli creator che cercano di spiegare cosa sta avvenendo in quella zona a organizzazioni locali che riferiscono in tempo reale dei bombardamenti in corso. La spiegazione più logica al fenomeno è che la piattaforma stia operando una doppia tipologia di controllo su questi contenuti – la prima delle quali riguarda i video che vengono segnalati come inappropriati dagli utenti. Dal momento che la questione è particolarmente divisiva, non stupisce che i tiktok che raccontano la situazione in Palestina vengano presi di mira da segnalazioni in massa; il social, dal canto suo, nel verificare la legittimità delle segnalazioni, sospende la visibilità dei contenuti colpiti per poi mantenerli in un limbo a tempo indeterminato o riportarli online dopo giorni nel caso non vengano riscontrate violazioni.

Le richieste della politica

Il comportamento di TikTok potrebbe però essere anche una risposta a richieste che arrivano dal mondo politico israeliano. Settimana scorsa il ministro della difesa Binyamin Gantz ha infatti chiesto esplicitamente alle piattaforme social di rimuovere attivamente tutti i contenuti che incitino alla violenza o incoraggino atti terroristici; tra i rappresentanti del mondo del web sono stati interpellati anche i responsabili di TikTok, che hanno risposto di aver già provveduto a rimuovere contenuti che possano fare riferimento a incitamento all'odio e violenza.

L'eccesso di zelo mostrato da TikTok in questi giorni consente ai gestori di non correre rischi ospitando contenuti che veramente violano le linee guida di TikTok, ma ha conseguenze gravi e mette una seria ipoteca sull'utilizzo della piattaforma non solo come mezzo di denuncia, ma anche di semplice racconto della realtà che ci circonda. Il problema dei video rimossi non riguarda solamente i contenuti cancellati per sempre, ma anche quelli che vengono successivamente riportati online.

Le conseguenze

Intanto le procedure di revisione da parte dei moderatori possono richiedere poche ore così come alcuni giorni: i racconti così penalizzati rischiano di venire censurati nel momento in cui avrebbero più rilevanza – ad esempio nel corso di un attacco o di una operazione di evacuazione. Inoltre, la notifica che TikTok invia agli utenti che si trovano in questa situazione è a dir poco intimidatoria: nel messaggio si fa presente che violare il regolamento più volte può portare all'espulsione definitiva da TikTok.

A prescindere dal fatto che i contenuti rimossi vengano ripristinati o meno, gli autori che ricevono una notifica simile si trovano di fronte a un bivio: allontanarsi dalla questione oppure continuare a parlarne con il rischio di perdere il proprio profilo, e un seguito di follower che alcuni hanno impiegato mesi o anni a radunare. Coloro che seguono la seconda strada e si trovano l'account disattivato possono ripartire a raccontare la situazione con un nuovo profilo, senza però più nessun follower ad ascoltare.