Muoversi nel mondo nel pieno di una pandemia globale non è facile, ma il coronavirus ha reso complesso organizzare anche gli spostamenti all'interno del proprio Paese, per pianificare i quali ora è prudente sapere qual è la condizione dei contagi nel luogo di destinazione. Per risolvere parzialmente questo problema, l'app di cartografia digitale Google Maps sta per dotarsi di una utile novità: una mappa dei casi di Covid-19 attivi in ogni dato momento sul territorio globale, che permetta agli utenti di capire se si stanno per recare in una zona ad alto rischio e organizzarsi di conseguenza.

L'annuncio è arrivato dal blog della piattaforma e la novità si manifesterà da questa settimana sugli smartphone Android e iOS attraverso un aggiornamento. La mappa dei casi Covid costituirà uno strato aggiuntivo rispetto alla cartografia digitale, esattamente come le immagini satellitari, la mappa dei rilievi, quella dei trasporti pubblici e le altre già inserite all'interno di Maps; per attivarla basterà dunque premere sul tasto dedicato al tipo di mappa visualizzata, ovvero quello con i due quadrati sovrapposti posizionato sulla destra dello schermo.

La normale cartografia di Google Maps sarà sostituita da una mappa che continua a mostrare le località in semitrasparenza, ma aggiungendo altri tre diversi elementi in sovrimpressione. Il primo è una colorazione che dal giallo al rosso evidenzia le aree dove i contagi stanno aumentando più velocemente; il secondo è il una media sui 7 giorni dei nuovi casi di Covid per ogni 100.000 abitanti in una determinata zona; il terzo è il simbolo di un grafico stabile, in salita o in discesa, che mostra se il numero dei casi è in crescita o in diminuzione, oppure se non sta subendo variazioni.

La speranza degli sviluppatori è che questo trittico di informazioni possa aiutare gli utenti a fare scelte più oculate sull'opportunità e la destinazione dei loro spostamenti di medio raggio, anche se non è ancora chiaro con quale livello di dettaglio sarà compilata la mappa dei casi Covid. Google Maps ha affermato che otterrà le informazioni da fonti affidabili come le ormai famose mappe della Johns Hopkins University e del New York Times, che a loro volta compilano le proprie banche dati grazie alle informazioni dell'OMS, dei ministeri della salute dei governi nazionali e delle aziende sanitarie e gli ospedali locali; in alcune zone le aree potranno dunque risultare suddivise addirittura a livello cittadino, mentre in altre ci si dovrà accontentare di un livello di specificità minore.