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Il dibattito politico tra gli utenti di Facebook non è sempre costruttivo, anzi spesso contribuisce a esacerbare gli animi degli utenti, irrigidire posizioni inconciliabili e peggiorare la giornata di protagonisti e spettatori. Presto però sarà possibile eliminare parzialmente questi stimoli, grazie a una funzione per bloccare alla radice tutti i post propagandistici sponsorizzati dai politici. Lo ha annunciato in queste ore il numero uno della piattaforma Mark Zuckerberg, ma la novità sarà attivata già a partire da oggi per tutti i cittadini residenti negli Stati Uniti.

Gli USA sono alla vigilia di una tornata elettorale che vede contrapposti l'attuale presidente Donald Trump e lo sfidante Joe Biden, e i toni dello scontro sono già arrivati ai loro massimi livelli da tempo. La comunicazione social proveniente dai rappresentanti dei due partiti di riferimento di Biden e Trump non lascia tregua agli utenti, e in alcuni casi si fonda su espedienti come mistificazioni, incitazione alla violenza e vere e proprie fake news; non sorprende che alcuni iscritti desiderino essere lasciati liberi di prendere le proprie decisioni senza sentirsi influenzati.

La novità annunciata da Facebook è pensata proprio per quella categoria di elettori che si è già fatta un'idea su come si comporterà nella cabina elettorale, e preferisce rimanere all'oscuro delle comunicazioni che i politici di entrambi gli schieramenti hanno in serbo per gli utenti del social. Gli annunci elettorali si potranno bloccare utilizzando una nuova opzione presente a corredo di tutti i nuovi interventi che appartengono a questa categoria, oppure preventivamente, visitando le impostazioni del proprio account. In questo modo il social continuerà a proporre i suoi annunci pubblicitari ma schermerà quelli provenienti da pagine di politici e associazioni riconducibili ai partiti.

Facebook ha inserito la novità all'interno di una più ampia iniziativa volta a incoraggiare l'esercizio del voto — nelle prossime settimane il social esorterà esplicitamente gli utenti statunitensi in tal senso — ma la funzione di blocco dei politici potrebbe rappresentare anche una risposta indiretta alle critiche piovute sul social per non aver reagito agli interventi provocatori di Trump in merito alle proteste che stanno avendo luogo negli Stati Uniti dopo l'uccisione di George Floyd da parte della polizia di Minneapolis.

L'episodio di pochi giorni fa ha dimostrato come Facebook possa trasformarsi in un megafono potente per punti di vista tossici e pericolosi, e anche se la novità appena annunciata non avrà alcun impatto su interventi simili (il post di Trump messo sotto accusa non era sponsorizzato), potrebbe comunque servire a dare un po' di tregua a milioni di utenti che loro malgrado sono sottoposti per ore al giorno alla propaganda politica e ai suoi effetti divisivi e logoranti.