Dalla metà del 2017 ormai navigare online in roaming nei Paesi dell'Unione Europea è diventato facile e gratuito per la maggior parte delle persone. Da quella data gli operatori telefonici del continente hanno iniziato ad adeguarsi alla normativa europea che impedisce loro di imporre costi aggiuntivi ai propri clienti nel caso decidano di accedere a Internet dall'estero utilizzando la rete cellulare di un operatore locale. A partire dal 1 gennaio 2020 i clienti potranno contare però su un quantitativo maggiore di GB rispetto a quelli messi loro a disposizione fino a pochi giorni fa.

La novità è sempre merito della normativa UE già citata — che a partire dal 2017 e con l'arrivo di ogni anno — aumenta progressivamente il numero di GB del quale gli utenti smartphone possono usufruire all'estero. Come in molti già sanno, l'entità del traffico dati concessa dagli operatori ai propri clienti all'estero è infatti inferiore a quella garantita nei confini nazionali: si tratta di una proporzione calcolata con una formula precisa, che cambia di anno in anno per venire incontro a due esigenze: da una parte il diritto dei consumatori di connettersi a Internet da tutti i Paesi senza sovrapprezzi né differenze di trattamento rispetto al suolo nazionale; dall'altra la necessità degli operatori di sostenere i nuovi costi con un andamento progressivo.

La formula per conoscere quanti GB hai all'estero

Il problema che nasce dall'utilizzo di una formula è che il numero dei GB garantiti all'estero cambia per ciascun operatore. Nella fattispecie, dipende dal costo dell'offerta pagata in Italia (IVA esclusa) diviso per 3,5, e successivamente moltiplicato per 2. Per il 2019 il divisore era 4,5, mentre nel 2020 e 2021 diventerà rispettivamente 3 e 2,5, portando a ulteriori vantaggi. Fortunatamente alcuni operatori hanno deciso di venire incontro agli utenti nel calcolo: Vodafone, Wind e Tre, hanno allestito pagine specifiche con il conteggio relativo alle loro offerte, TIM non ha messo online alcun prospetto mentre altri operatori come Iliad e Kena sembrano non essersi ancora adeguati alla nuova formula.