Un traffico illegale internazionale di carte di credito, per un valore complessivo di 530 milioni di dollari. È il giro scoperto da una maxi operazione condotta in 16 paesi dalla polizia italiana in collaborazione con la statunitense Homeland Security Investigation, che ha portato all'arresto di 13 persone, di cui un italiano residente nella provincia di Napoli. Secondo quanto scoperto dalle autorità, i responsabili dell'organizzazione ottenevano i codici bancari attraverso attacchi hacker, per poi gestire la vendita di carte di credito rubate, dati di accesso a home banking online e dati personali di migliaia di utenti in tutto il mondo.

Il tutto avveniva all'interno del Dark Web, quella parte di internet non indicizzata e quindi al di fuori del raggio d'azione dei motori di ricerca e, soprattutto, al riparo da sguardi indiscreti. È lì che avviene la maggior parte delle compravendite illegali di dati e di informazioni sottratte tramite attacchi informatici. Ma, anche in questo caso, la copertura non è infallibile; nonostante l'utilizzo di una piattaforma di scambio di criptomonete, Liberty Reserve, chiusa nel 2013 dopo la condanna del fondatore per riciclaggio, le autorità sono riuscite a risalire ai responsabili.

Così si è arrivati agli arresti di 13 persone, di cui un italiano sul quale pendeva già un mandato di cattura internazionale che si è risolto con la cattura dagli uomini della sezione Financial Cybercrime del Servizio di Polizia Postale in collaborazione con l'HSI. L'uomo è accusato di aver partecipato all'operazione di furto e compravendita illegale di carte dal 2010: il complice era contraddistinto dal nome in codice "Dannylogort". Le autorità hanno individuato anche il capo dell'organizzazione criminale, un cittadino ucraino arrestato la scorsa settimana in Thailandia.