Si chiama Davide Dattoli, ha 28 anni e viene da Brescia. È l'italiano presente nella lista dei 30 under 30 di Forbes, una classifica prestigiosa che premia i 30 under 30 più influenti nel proprio campo, in questo caso della tecnologia e dell'innovazione. Un traguardo raggiunto grazie alla fondazione del suo Talent Garden, un network di coworking europeo che ad oggi conta 28 sedi in 8 paesi e che consente a migliaia di professionisti e freelance di trovare uno spazio accogliente dove lavorare e collaborare. "Provengo da una famiglia di imprenditori: mio padre ha aperto alcuni ristoranti nella città in cui sono nato e mia madre è un'organizzatrice di eventi. Proprio lavorando nel ristorante ho imparato cosa vuole dire ospitalità" ha spiegato a Forbes.

Il progetto di Dattoli è senza dubbio un successo in tutta Europa, con oltre 12 milioni di dollari di investimenti raccolti che dimostrano come "l'innovazione non nasce solo a San Francisco o a Londra". Ma anche da movimenti italiani che riescono ad espandersi in tutto il continente, partendo dai "Tag", cioè i singoli Talent Garden, di Milano e Brescia fino ad abbracciare le grandi capitali europee. Un giardino di talenti, appunto, che non è solo coworking ma anche formazione di giovani programmatori, esperti di marketing digitale e di big data; i Talent Garden ne sfornano migliaia ogni anno.

Solo nel 2018 il team di Dattoli ha aperto 3 nuovi campus in Irlanda, Danimarca e Austria, formato 2.300 studenti e ospitato oltre 17.000 eventi. Il segreto del successo? Proprio quel senso di ospitalità ereditato dai genitori e che ha posto come base di Talent Garden l'obiettivo di fornire uno spazio dove le persone possano trovarsi a casa. "È incredibile dove Talent Garden ci ha portati nel corso degli ultimi anni" ha scritto Dattoli sul suo profilo Facebook. "Grazie a tutta la comunità, agli studenti e le aziende che hanno creduto in noi".