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19 Dicembre 2014
10:11

Dopo 40 anni un doppio amputato ha controllato due braccia robotiche con la mente

Due braccia bioniche controllate con la mente. È la speranza di molti uomini e donne senza braccia o gambe, un sogno che presto potrebbe diventare realtà. Lo dimostra un uomo del Colorado, il quale è stato in grado di controllare con la mente due protesi sperimentali.
A cura di Marco Paretti
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La prostetica rappresenta una delle applicazioni più promettenti dell'attuale panorama tecnologico. Negli ultimi anni ha fatto passi da gigante e ora gli arti possono davvero ridare la speranza di una vita normale a chi ha perso un braccio o una gamba. In particolare, il Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory è riuscito in un'impresa unica: equipaggiare un doppio amputato con due braccia bioniche controllate dalla sua mente.
Non è stato facile per Les Baugh, un uomo del Colorado che ha perso entrambe le braccia in un incidente elettrico circa 40 anni fa. I chirurghi hanno dovuto risvegliare i nervi morti e riassegnarne altri nel petto dell'uomo, in modo da permettergli di controllare le nuove braccia attraverso i nervi.

Secondo lo stesso Baugh il processo è stato molto doloroso. Attualmente si tratta di un prototipo, dove le braccia bioniche sono posizionate su una speciale imbracatura in grado di riconoscere i pattern di movimento dei muscoli generati dai nervi risvegliati. In seguito l'attività viene tradotta in impulsi che muovono le braccia e le mani meccaniche.
Per costruire la speciale imbracatura, gli scienziati del Johns Hopkins hanno utilizzato le tecnologia di scan 3D sul busto dell'uomo, ma, non soddisfatti del risultato, sono tornati ai vecchi metodi applicando un modellante direttamente sul corpo di Baugh.
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Ovviamente l'uomo ha dovuto imparare a muovere questi nuovi arti, cosa che ha fatto all'interno di un ambiente di realtà virtuale: gli scienziati hanno ricreato le braccia sullo schermo permettendo a Baugh di allenarsi virtualmente. I primi grandi progressi in questo senso sono avvenuti a giugno, con grande stupore degli scienziati. "La sua abilità di controllare più punti di entrambe le braccia allo stesso tempo è fantastica" ha spiegato Courtney Moran, una delle responsabili del progetto.
I movimenti e il controllo, però, non sono ancora perfetti; per muovere un braccio Baugh deve prima spostare la sua spalla, poi il gomito, poi il polso e infine la mano, fermandosi un attimo dopo ogni movimento. La protesi è ancora in fase di sviluppo, ma il team del Johns Hopkins sta già pensando di mandare a casa Baugh con un paio di braccia nuove.

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