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E-commerce: nuove regole in Europa

Il Commissario Europeo per la Giustizia Viviane Reding espone le nuove regole dell’e-commerce negli stati dell’UE per le vendite online oltre le frontiere nazionali.
A cura di Vito Lopriore
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E-commerce-Europa

Il Parlamento Europeo sta varando le regole per favorire le vendite online dei prodotti e proporre una legge comunitaria per i contratti.

La proposta di Diritto Contrattuale Europeo stabilisce le regole per comprare e vendere attraverso i confini dei 27 stati membri e particolare rilevanza è data alle vendite online. Adesso solo l’8% degli europei comprano online da altri stati. Anche se il linguaggio è ancora una barriera, il Commissario per la Giustizia dell’Unione Europea Viviane Reding crede che la mancanza di chiarezza sui contratti crea grandi difficoltà.

Spesso, quando si sta per compiere un acquisto online, sui siti delle aziende compare il messaggio che l’operazione non si può effettuare perché non si è residenti. Mentre non si può far nulla contro la diversità linguistica, la diversità dei sistemi nazionali di diritto contrattuale non sono un ostacolo insormontabile. Le leggi possono convergere e possono essere costruiti ponti tra i diversi sistemi di contratti, individuando così comuni principi per contratti di legge” ha detto.

Viviane-Reding

Quali saranno i vantaggi per i consumatori e per le aziende?

Il commissario ha aggiunto che la nuova legge avrebbe dato ai 500 milioni di consumatori europei più possibilità di acquisto attraverso le frontiere tagliando i costi di transazione per le piccole imprese. Si potrebbe risparmiare per le piccole attività online che desiderano operare in Europa circa € 9.000 (US 13.500) di spese legali e di traduzione per paese  – o più di 230.000 € se si vuole espandere il business in tutta l'UE, secondo la Commissione.

I contratti formalizzano un accordo tra le parti e riguardano la vendita di tanti beni, da quelli di largo consumo ai servizi associati come ripari e manutenzioni. L’Europa ha oggi 27 sistemi legali differenti per le operazioni contrattuali.

La corte di giustizia europea recentemente ha varato la regola che i siti Internet che operano in una lingua di un altro stato membro possono lanciare i loro prodotti e servizi ai consumatori di altri stati; questo significa che le imprese devono rispettare non solo le leggi del proprio stato ma anche quelle degli altri stati membri. Il Diritto Contrattuale comune può risolvere queste difficoltà.

Questo è uno strumento opzionale con cui i consumatori e i siti possono collaborare o meno; magari con l’implementazione del pulsante “blue botton” che renderà chiaro all’utente, con il linguaggio che desidera, “Cliccando si è sottoposti al contratto secondo il Diritto Contrattuale Europeo (European Contract Law), e non alla legge nazionale”.

Il Parlamento Europeo ha approvato la bozza dell’European Contract Law con una larga maggioranza di 521 a favore e 145 contro. Queste normative possono contribuire ad una maggiore competizione sul mercato e dunque ad un beneficio reale per i consumatori.

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