15 Novembre 2016
12:24

Ecco come i social network hanno influenzato le elezioni presidenziali Usa

Continua a tenere banco il tema delle elezioni presidenziali Usa, che hanno portato all’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d’America, soprattutto in relazione al ruolo che avrebbero avuto i social media, specialmente Facebook. Uno studio del Pew Research Center, dimostra come il 20% degli americani intervistati dichiari di essere stato influenzato da quanto letto su Facebook.
A cura di Francesco Russo

Continua a tenere banco il tema delle elezioni presidenziali Usa, che hanno portato all'elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti d'America, soprattutto in relazione al ruolo che avrebbero avuto i social media, specialmente Facebook. Nei giorni scorsi sono cresciute le polemiche sul fatto che il social network di Mark Zuckerberg avesse finito per dare visibilità a messaggi, ritenute "bufale", che hanno poi influenzato l'elettorato americano. Da qui la polemica che Facebook avesse favorito l'elezione di Trump. Alla recente conferenza Technonomy16, lo stesso Zuckerberg aveva definito questa ipotesi come "folle". Ma un recente studio del Pew Research Center, realizzato prima dell'Election Day, dimostra come il 20 percento degli americani intervistati dichiari di essere stato influenzato da quanto letto su Facebook e, di conseguenza, aver cambiato il suo orientamento politico, il più delle volte in negativo. È la dimostrazione che Facebook, e i social media in generale, possono influenzare le scelte degli elettori.

L'ipotesi che Facebook, e i social media, possa aver influenzato le scelte elettorali degli americani, al punto da cambiarle radicalmente, comincia ad essere surrogata anche da tesi statistiche. Come dimostra il recente studio del Pew Research Center, pubblicato prima dell'Election Day, che dimostra una relazione diretta tra ciò che viene pubblicato sui social media e la reazione degli elettori. Una relazione che Zuckerberg qualche giorno fa aveva definito "piuttosto folle".

Lo studio di Pew Research Center dimostra che gli elettori che avevano cambiato il loro parere sulla Clinton lo hanno fatto in senso negativo, di tre volte superiore rispetto a quello positivo. Quelli che hanno cambiato la loro idea su Trump lo hanno fatto in senso negativo di cinque volte superiore a quello positivo. Il campione usato dal PRC per questa indagine è rappresentativo della popolazione americana e la stragrande maggioranza possiede un account attivo su Facebook. Interessante notare che quelli che hanno dichiarato di aver cambiato parere sono utenti di area democratica, il 25 percento del totale. Mentre quelli che si sono definiti di area repubblicana e che hanno cambiato parere, sono stati il 15 percento.

Considerando questi dati, il fatto che il voto, specie nelle ultime settimane, era davvero in bilico in molti stati e tenendo presente, quindi, che l'8 percento degli intervistati di PRC ha dichiarato di non aver cambiato la sua opinione in relazione a quanto letto sui social media, va certamente tenuta in considerazione l'idea che, in parte, Facebook e altre piattaforme hanno giocato un ruolo in questa elezione presidenziale.

E dopo aver definito "folle" l'ipotesi che Facebook possa aver influenzato l'opinione degli elettori americani, Mark Zuckerberg in un post proprio sul social network è tornato sull'argomento, sottolineando che il 99 percento dei contenuti su Facebook sono autentici, ma che esiste una minima parte di "bufale". Zuckerberg ha poi chiarito che Facebook non è il luogo delle "bufale" e che "il nostro obiettivo è quello di mostrare agli utenti contenuti significativi e notizie precise, che è quello che vogliono". Inoltre, chiede una maggiore partecipazione degli utenti al fine di segnalare proprio quelle notizie che non sono "precise" e significative, con lo scopo di ridurle al minimo.

Zuckerberg sottolinea il lavoro che i ricercatori di Facebook stanno portando avanti per migliorare sempre di più il News Feed e ricorda anche come Facebook sia servito per aiutare 2 milioni di persone a registrarsi per il voto e di come la piattaforma sia servita per condividere milioni di contenuti sull'argomento, "una grossa mole di dialogo che non sarebbe stata possibile senza Facebook".

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