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Il Wall Street Journal qualche giorno fa raccontava come il super algoritmo di Facebook lavora, scegliendo quelli che sono i contenuti interessanti per gli utenti. Lo stesso algoritmo viene definito come una "torta a strati" dalla quale il codice, che sta alla base della piattaforma, è capace di individuare il significato dalle immagini e dai testi che vengono condivisi dagli oltre 2 miliardi di utenti. Si tratta quindi di un lavoro immane che è possibile "solo grazie all'Intelligenza Artificiale", come dichiara Joaquin Candela, responsabile Facebook per l'adozione del machine learning.

Quello che sostiene Candela è che oggi l'Intelligenza Artificiale rappresenta il fulcro su cui Facebook sta basando tutta la gestione dei contenuti e non solo, tutti i team a Menlo Park sono ormai attrezzati per operare con questa filosofia. Da un lato Facebook rappresenta oggi una piattaforma alimentata in maniera massiccia da un fiume in piena di contenuti, dall'altro l'Intelligenza Artificiale permette la gestione di tutta questa massa di contenuti. Ma con quale obiettivo? Semplice, quello di creare, mettendo insieme questi due elementi, un news feed ordinato capace di coinvolgere gli utenti. È questo il vero prodotto di Facebook e il suo algoritmo, per come è stato progettato, rappresenta la definizione migliore da questo punto di vista. Lo scorso anno è stato infatti implementato anche all'interno del news feed di Instagram, altra piattaforma di proprietà di Facebook, il tutto nel giro di pochi giorni, è bastato infatti adattare lo stesso algoritmo alle caratteristiche di Instagram e il gioco era presto fatto.

È anche vero, però, che Facebook e il suo super algoritmo sono stati al centro delle polemiche in questi ultimi mesi proprio per i contenuti, e la qualità degli stessi, condivisi sulla piattaforma. Basta semplicemente ricordare il fenomeno delle fake news, le notizie false, esploso lo scorso anno in occasione della elezione del presidente degli Stati Uniti d'America. Per non parlare del "caso Russia", solo per citare due casi. E proprio in relazione a questi episodi Facebook ha dovuto correre ai ripari, prima stilando un decalogo per non cadere nella trappola delle fake news e poi assumendo personale che potesse in qualche modo essere di ausilio all'opera che svolge da sola l'Intelligenza Artificiale.

È difficile dare una semplice definizione di questo algoritmo che solo pochi ingegneri di Facebook sanno effettivamente usare. Molti lo gestiscono senza, in effetti, saperne molto del suo completo funzionamento. Questo perchè il sistema adottato di Intelligenza Artificiale permette di definire questo algoritmo come "una torta a strati" in cui è possibile aggiungere qualsiasi altro livello si desideri. Non è un caso che proprio pezzi di questa piattaforma siano serviti per specifiche attività di dominio o per la traduzione dal riconoscimento facciale.

Ma l'algoritmo, dice ancora Candela, può estrarre ulteriori significati dai post e dalle foto condivise. E proprio dalle foto condivise, che il super algoritmo riconosce, è possibile, attraverso la funzionalità "Raccomandazioni," creare anche delle mappe. Ad esempio, nel caso dell'uragano Irma gli utenti di Facebook hanno usato la piattaforma per creare una mappa con cui indicare i negozi dove era disponibile l'acqua, il tutto grazie ad un utente che aveva creato il post attivando la funzionalità "Raccomandazioni".

Insomma, Facebook oggi è molto più di un social network ed è sempre più usato. Il tempo di permanenza è cresciuto negli ultimi anni, passando negli Usa dai 40 minuti per utente ai 50 minuti dell'aprile 2016. Ormai è talmente usato che è davvero difficile pensare a un mondo senza di esso. Resta da capire, ma questo lo di vedrà nel prossimo futuro, quali siano le effettive intenzioni di questo super algoritmo.