Quella dei dispositivi di sorveglianza domestica è una categoria di prodotti in crescita: sensori sempre più raffinati insieme ad algoritmi di intelligenza artificiale e stoccaggio dei video in cloud hanno contribuito e continuano a contribuire alla nascita e alla diffusione di gadget mediamente più affidabili e abbordabili rispetto al passato, ma l'avvento delle reti 5G potrebbe dare slancio a una nuova categoria di prodotto commerciale: i robot pattugliatori.

In Corea del Sud ci stanno lavorando il produttore LG e l'operatore telefonico SK Telecom, il primo mettendo a disposizione gli automi e il secondo fornendo la rete cellulare di nuova generazione che servirà da sistema nervoso del sistema di sorveglianza, una sorta di circuito wireless attraverso il quale passeranno le informazioni di controllo e i dati rilevati dai dispositivi. L'impiego delle reti 5G permetterà ai dispositivi di comunicare con il mondo esterno con tempi di risposta ridotti quasi a zero e velocità di trasferimento dei dati più elevata, mentre un sistema centrale in cloud mosso da algoritmi di intelligenza artificiale terrà conto delle posizioni di ciascun dispositivo per coordinare gli altri sul campo.

Vien da sé che i gadget non saranno necessariamente robot antropomorfi e tuttofare, ma droni che svolgono compiti specifici e progettati per l'impiego in massa. Purtroppo la soluzione in fase di perfezionamento presso LG e SK Telecom non è dunque rivolta al grande pubblico, almeno per il momento. Si tratta piuttosto di un sistema che sarà messo a guardia di fabbriche, magazzini, parcheggi e altri luoghi a rischio di intrusione, e che oltre a tenere sotto controllo il perimetro assegnatogli per rilevare eventuali estranei potrà portare a termine operazioni di ispezione dei macchinari e delle infrastrutture. Quel che non è chiaro però è quando i robot si potranno vedere in azione.