Spostarsi in automobile nelle aree della Cisgiordania e della Striscia di Gaza non è facile per i palestinesi: nelle zone occupate da Israele, lo stato mediorientale istituisce posti di blocco mobili che limitano la mobilità della popolazione causandone ritardi e disagi negli spostamenti. Ecco perché a giugno un imprenditore locale ha lanciato Doroob Navigator: un sistema di cartografia con supporto GPS per sistemi operativi Android e iOS che funziona in modo simile a Waze, ma che oltre a segnalare incidenti e lavori in corso segnala proprio la presenza delle barriere di controllo, consigliando il percorso migliore per giungere alla destinazione desiderata evitandole.

Come avviene con Waze (e più recentemente con Google Maps) Doroob Navigator unisce le informazioni provenienti da una banca dati cartografica alle segnalazioni degli utenti: sono proprio questi ultimi che — imbattendosi in un checkpoint — ne segnalano la presenza agli altri utilizzatori all'app. Nel momento in cui il sistema riceve la segnalazione, gli algoritmi dell'app deputati a far calcolare in cloud percorsi per i loro utenti consigliano automaticamente una deviazione per evitare il blocco, il tutto mentre continuano a tenere in considerazione anche la presenza degli insediamenti israeliani, attraverso i quali a molti veicoli palestinesi non è consentito di transitare.

Nei fatti il processo non è dissimile da quello che già da tempo mettono in atto le app più utilizzate per evitare i blocchi stradali e i rallentamenti dovuti agli incidenti, con la differenza che Doroob Navigator soddisfa un bisogno estremamente specifico che a nessuna multinazionale è venuto in mente di prendere in considerazione. Non per niente in poco più di un mese di attività l'app si è guadagnata 22.000 utenti e sta continuando a crescere.