È praticamente dalla nascita dei romanzi di fantascienza che l'uomo immagina città popolate da macchine volanti e tangenziali celesti che possano condurre gli abitanti a destinazione senza aver bisogno di strade, e di quando in quando ultimamente inventori e aziende stanno lanciando proposte pensate per trasformare questo sogno in realtà. L'ultima in ordine di tempo arriva dal Giappone e per la precisione da NEC, che in queste ore ha presentato un prototipo di auto volante che in una prova dal vivo riservata alla stampa è riuscito a rimanere sospeso in aria a tre metri dal suolo per circa un minuto.

Più che alla DeLorean volante di Ritorno al Futuro parte II, l'auto in questione in realtà somiglia a un drone quadricottero in formato extra large e in effetti si comporta come tale: spinto da quattro eliche alimentate elettricamente da una batteria, il marchingegno è dotato anche di ruote per decollo e atterraggio e di una scocca che comprende postazioni per i passeggeri. Nella prova il mezzo è decollato e si è mantenuto in quota all'interno di una gabbia a scopo precauzionale, ma l'operazione è andata del tutto a buon fine.

Prima di vedere un velivolo simile in circolazione occorrerà però attendere non poco, per via di una serie di problemi ancora da risolvere. Problemi tecnici innanzitutto, a partire dal fatto che il velivolo osservato non sembra essere una vera e propria auto convertibile, o almeno non ancora: le ruote non sono motorizzate – probabilmente per non aggiungere peso al velivolo – e non servono dunque a percorrere tratti terrestri; non mancheranno neppure da risolvere dilemmi legati alla durata delle batterie e al rumore sviluppato dalle eliche e alla sicurezza, il tutto senza neppure pensare all'incubo burocratico che eventuali produttori dovranno affrontare per far approvare la circolazione dei propri velivoli nei cieli di tutto il mondo.

Proprio il Giappone però ha già una tabella di marcia pronta per quel che riguarda le auto volanti: entro il 2023 punta ad utilizzarle per la consegna automatizzata di merci ed entro gli anni '30 punta ad estenderne l'utilizzo ai passeggeri umani.