L'applicazione italiana di tracciamento potrebbe arrivare il 5 giugno, ma non in tutta Italia. La sperimentazione dell'app partirà infatti in quattrore regioni e durerà una settimana: se al termine della fase di test sarà tutto in regola, Immuni sarà scaricabile e utilizzabile anche nel resto del paese. Inizialmente l'app sarà resa disponibile per gli utenti localizzati in Abruzzo, Liguria, Puglia e Marche, le quattro regioni scelte per questa fase di prova. La complicata storia del software sviluppato da Bending Spoons per il Governo italiano sta quindi per arrivare alla sua conclusione, o meglio all'inizio della fase pubblica in cui tutti potranno usarla.

Nel frattempo su Github, famosa repository per codici sorgenti di app e software, il Governo ha iniziato a pubblicare il codice di Immuni. Lo sta facendo a piccoli passi, dopo aver pubblicato alcuni screenshot dell'interfaccia utente che tutti gli italiani avranno modo di visualizzare a partire dai primi di giugno. Per il momento, come ha spiegato l'esperto di sicurezza informatica Riccardo Meggiato a Fanpage.it, il codice sorgente è ancora incompleto. "Questo rafforza l'ipotesi che il lavoro sul codice sia iniziato due settimane fa o anche meno".

Certo ora resta da capire come si comporterà l'applicazione – che, ricordiamo, sfrutta il sistema di notifiche di Apple e Google – nella prova su strada. Anche per questo probabilmente si è optato per una fase di beta test in sole quattro regioni italiane: troppo rischioso, viste le settimane di polemica, lanciare in tutta Italia e rischiare eventuali problemi tecnici. Una decisione che sottolinea nuovamente come, ricorda Meggiato, "l'app potrebbe essere pronta in versione beta ai primi di giugno, per poi arrivare in versione definitiva ai primi di luglio". Insomma, ci siamo quasi. Poi, chiaramente, l'app dovrà essere utilizzata. Ma questo è un altro discorso.