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11 Ottobre 2016
19:44

Ecco la prima intervista ad un robot: “Voglio diventare più intelligente degli umani”

Quello che è andato in onda l’altra sera in tv negli Usa ha qualcosa di veramente straordinario, e tale aggettivo in questo caso non è usato a sproposito. Infatti, nella trasmissione di Charlie Rose, uno dei più famosi e importanti anchor man americani, 60 Minutes, sulla CBS, è andata in onda la prima intervista mai fatta ad un robot, Sophia.
A cura di Francesco Russo
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Quello che è andato in onda l'altra sera in tv negli Usa ha qualcosa di veramente straordinario, e tale aggettivo in questo caso non è usato a sproposito. Infatti, nella trasmissione di Charlie Rose, uno dei più famosi e importanti anchor man americani, 60 Minutes, sulla CBS, è andata in onda la prima intervista mai fatta ad un robot. Il robot, Sophia, è stato realizzato da David Hanson in seguito all'attività di ricerca condotta con la Hanson Robotics e Hiroshi Ishiguro di Hong Kong e ha le fattezze della moglie di David, con qualche sfumatura che ricorda Audrey Hepburn. Sophia è un robot molto realistico, fatto di pelle artificiale, un sensore 3D, dotato di diverse telecamere e della tecnologia per il riconoscimento facciale e vocale. L'intervista che ha condotto Charlie Rose sembra fatta con la stessa naturalezza di quando si intervista una persona. Ad un certo punto Sophia dice a Rose "Ti stavo aspettando", e Rose risponde "aspettavi me", e Sophia dice "no, in effetti, ma mi sembrava un modo per rompere il ghiaccio".

Sicuramente neanche Charlie Rose si sarebbe aspettato che dopo una lunga carriera passata ad intervistare personaggi importanti, da politici internazionali come Putin, ad attori come Larry David, avrebbe intervistato anche un robot. L'intervista andata in onda (la prima delle due parti previste) nella trasmissione 60 Minutes sulla CBS rappresenta la prima intervista mai fatta ad un robot e dimostra quanto l'intelligenza artificiale abbia fatto ormai enormi passi avanti.

https://www.youtube.com/watch?v=8a9Xm3cp0-E

Sophia è stata realizzata da David Hanson e concepita per essere "un compagno per gli umani", infatti lo scopo iniziale per cui è stato realizzato è quello di offrire compagni a tutte quelle persone che oggi vivono da sole, come accade a tanti anziani. Uno degli obiettivi è infatti quello di impiegare robot simili a Sophia in settori come la sanità o anche terapia, nell’educazione e nei lavori di casa. Hanson sostiene che il primo passo per avvicinare gli umani a robot dotati di intelligenza artificiale, così avanzata come quella di Sophia, è quello di renderli più simili agli umani. Nell'intervista Sophia dimostra di avere molto in comune con gli umani molti tratti, ha sviluppato anche un senso di umorismo. Il robot apprende dagli stimoli esterni, dall'osservazione e dalle interazioni con gli esseri umani, immagazzinando le informazioni in base alle conversazioni che svolge.

L'intervista a Sophia mostra anche gli errori, se così si possono definire, che può commettere anche un robot, come il non saper rispondere ad una domanda. Ma ad una domanda di Rose, Sophia ha anche risposto che il suo obiettivo nella vita è quello di "diventare più intelligente degli umani" e si è definita anche "una ragazza complicata".

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