Capita ciclicamente che una tabella rilanciata sul sito Statista da tabloid e blog riaccenda vecchi allarmismi sulle onde elettromagnetiche emesse dai cellulari e presunti collegamenti coi tumori. La tabella mostra una classifica dei dispositivi che permettono un maggiore tasso di assorbimento specifico delle onde elettromagnetiche a radiofrequenza (SAR), espressa in Watt per chilogrammi:

Xiaomi Mi A1 – 1,75

OnePlus 5T – 1,68

Huawei Mate 9 – 1,64

Huawei P9 Plus – 1,48

Huawei GX8 – 1,44

Huawei P9 – 1,43

Huawei Nova Plus – 1,41

OnePlus 5 – 1,39

Huawei P9 lite – 1,38

iPhone 7 – 1,38

Sony Xperia XZ1 Compact – 1,36

OnePlus 6 – 1,33

iPhone 8 – 1,32

Xiaomi Redmi Note 5 – 1,29

ZTE AXON 7 mini – 1,29

Precisiamo subito che Statista non è un istituto di statistica, bensì un aggregatore di statistiche prodotte da istituti tedeschi. Nel caso che trattiamo ci si rifà in realtà ad una tabella del Federal Office for Radiation Protection, la quale da sola dice molto poco. Correlata alla tabella vengono accostati anche studi che dovrebbero dimostrare un effettivo collegamento tra cancro e cellulari, come uno recente eseguito su dei topi. Dobbiamo preoccuparci? Assolutamente no.

La tabella che visse due volte

Statista continua a proporci un allarmante resoconto dei dispositivi che emettono maggiori radiazioni, con articoli ridondanti, come dimostra quello pubblicato questo mese nel portale di lingua inglese (tabella senza data), con la medesima tabella già riportata ad agosto (tabella con data). Secondo chi rilancia questi dati non sarebbero chiari i danni causati dalle emissioni dei cellulari nel lungo periodo. La tabella viene oggi associata ad una ricerca recente che avrebbe dimostrato nei topi l’insorgenza di tumori dopo lunghe esposizioni delle cavie ai cellulari. Ma come avevamo già spiegato in un articolo precedente, lo studio era stato già giudicato come “inconcludente” dalla American Cancer Society. Inoltre stando ai risutati di quello studio i topi avrebbero riscontrato un abbassamento dell’incidenza delle malattie renali, tanto da poter concludere paradossalmente che i cellulari possano essere persino curativi.

Allarmismo ingiustificato

Nonostante sia già ben noto che le emissioni dei dispositivi in circolo nell’Unione Europea devono essere limitate sotto una certa soglia, ben più bassa di quella a cui sono stati sottoposti i topi dell’esperimento – e malgrado non esista alcuno studio che abbia mai dimostrato un collegamento tra tumori e cellulari, si continuano a far circolare queste tabelle, con l’unico risultato di creare allarmismo, più che fornire un concreto servizio ai malati e ai ricercatori che lottano quotidianamente per progredire nel trattamento del cancro. Oltre a questo ricordiamo che le onde dei cellulari sono “non ionizzanti”, a differenza di quelle “ionizzanti (per esempio quelle delle emissioni radioattive), che possono interagire in maniera dannosa con le nostre cellule ed il DNA. Eppure l’argomento delle onde “assorbite” nel lungo periodo continua a essere molto gettonato. C'è chi parla addirittura di radiazioni verrebbero "accumulate". Abbiamo chiesto un parere al Fisico e divulgatore di YouTube Marco Coletti il quale ci conferma che tale immagine non trova alcun riscontro con la realtà. Diverso è il discorso che fa riferimento ad un “riscaldamento”, le immagini correlate spesso mostrano proprio un riscaldamento esterno dovuto al fatto che si tiene il cellulare attaccato all’orecchio; questo però in che mi sura causerebbe dei tumori, magari al cervello? Nessuno studio ad oggi ha saputo spiegarcelo.