30 Settembre 2013
10:48

Educazione digitale decisa dai Garanti per la privacy: troppe le app sul mercato

A Varsavia definito il piano per l’educazione digitale tra principi ed obiettivi. Troppe app in circolazione mettono a rischio la privacy dei cittadini. Questa una delle criticità sollevate dai Garanti per la privacy riuniti per l’occasione.

La 35esima Conferenza Internazionale sulla Privacy ha visto nei giorni scorsi riuniti i Garanti per la protezione dei dati. Il risultato è stato la definizione di un programma comune che fissa i principi base da seguire per promuovere delle buone pratiche per l'utilizzo delle tecnologie digitali tra i cittadini.

5 i principi base da seguire, secondo il programma approvato:

– formazione adeguata e permanente sulla tecnologia digitale;
– particolare riguardo alla protezione dei minori nel loro approccio alla rete e le tecnologie digital;
– bilanciamento tra rischi ed opportunità connesse;
– stimolare la critica sull'utilizzo di questi strumenti e non la passiva accettazione di questi;
– promuovere il rispetto degli utenti digitali.

A sostegno di questi principi sono stati definiti i quattro obiettivi base da raggiungere. Questi insistono sulla formazione adeguata, anche a genitori, insegnanti e coloro che fungono da educatori per i minori, sui quali ricade la maggior attenzione del programma; educare alla privacy ed al suo rispetto; sviluppare settori innovativi.
Ancora, si è discusso in merito al web tracking e la necessità di trasparenza nel tracciamento dei dati di navigazione degli utenti; la necessità di maggior coordinamento tra le varie Autorità competenti; lo sviluppo di un Piano strategico biennale per il 2014-2015; un accordo internazionale da raggiungere per la salvaguardia dei diritti umani.

Si è parlato anche di eccessiva "appificazione" della società, con una proliferazione di app – 6 milioni circa – che minano la privacy degli utenti. Osservano i Garanti:

"Le app facilitano e vivacizzano molte delle attivita' che svolgiamo giornalmente; allo stesso tempo, le app raccolgono anche una grande mole di informazioni personali. Tutto cio' permette un monitoraggio digitale permanente, mentre gli utenti spesso non ne hanno consapevolezza ne' ne conoscono i fini ultimi. ‘Spesso gli sviluppatori di app non conoscono le implicazioni associate alla loro attivita' in termini di privacy, né' hanno familiarita' con concetti quali protezione della privacy sin dalla progettazione ("privacy by design") e protezione della privacy di default ("privacy by default"). I sistemi operativi e le piattaforme app piu' diffusi permettono, in realta', di configurare alcune impostazioni relative alla privacy, ma non consentono agli utenti di avere il pieno controllo dei propri dati personali verificando quali dati siano raccolti e per quali finalita".

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