Mentre in Italia stiamo ancora aspettando – chi con più, chi con meno ansia – la data delle elezioni europee 2019, c'è già oggi si sta presentando all'appuntamento elettorale che porterà in parlamento 755 rappresentanti provenienti dai 28 stati membri. Si tratta degli abitanti dell'Estonia, Paese che dell'alta tecnologia ha fatto una bandiera e che – come succede ormai dal 2005 – permetterà ai suoi cittadini di esercitare il proprio diritto di voto online, comodamente seduti al computer o davanti allo smartphone. Nel resto dell'Unione le elezioni europee si terranno da giovedì a domenica (domenica, nel nostro caso) ma il sistema elettronico perfezionato dall'Estonia consente agli abitanti di esprimere la propria preferenza, in anticipo sugli altri Paesi, in pochi secondi e in modo sicuro e anonimo.

Come funziona il voto elettronico in Estonia

L'elettore si reca sulla pagina web messa in piedi dalle istituzioni e scarica l'apposita applicazione per il voto. Per identificarsi al sistema vengono utilizzati due elementi: il primo è la propria carta di identità elettronica scansionata con un lettore di smart card collegato al computer o con lo smartphone; il secondo è un codice PIN abbinato all'identità del cittadino e che idealmente conosce solo quest'ultimo. Dall'interno dell'app è possibile scegliere il candidato e far partire il voto, che viene immediatamente crittografato e reso anonimo prima di arrivare ai server centrali dedicati allo spoglio. Un ente terzo supervisiona le operazioni memorizzando le tempistiche precise di ciascun voto ricevuto per poi confrontarle con i registri ufficiali: in questo modo ci si assicura che non ci siano state intrusioni nel sistema atte a cancellare voti regolari o aggiungerne di fittizi.

Il processo di votazione online è iniziato giovedì scorso e si chiuderà mercoledì 22: durante questi 7 giorni i cittadini possono ripetere la procedura quante volte vogliono, per impedire fenomeni di voto coatto, mentre chiunque preferisca votare recandosi al seggio elettorale può comunque aspettare domenica 26. La percentuale dei votanti digitali però è in costante ascesa: nell'ultima consultazione, che risale a marzo, il 44% di chi si è recato alle urne ha espresso la propria preferenza in remoto.