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Elon Musk ha riaperto la sua fabbrica californiana in Fremont nonostante il lockdown imposto dalle autorità dello stato. Per farlo, sta chiedendo ai dipendenti di violare la quarantena e tornare a lavorare, pena il non ricevere lo stipendio. Lo rivela una email interna condivisa dal The Guardian: "Se non volete venire a lavoro, potete stare a casa senza stipendio" ha scritto Musk ai lavoratori. "Scegliere di non presentarsi a lavoro potrebbe eliminare o ridurre la possibilità di accedere alla disoccupazione a seconda della vostra agenzia statale".

Nella comunicazione il fondatore e CEO di Tesla ha provato a far passare l'idea che fare macchine è "cool" e un lavoro "estremamente onorevole", ma chiaramente non tutti i dipendenti sono disposti a mettere a rischio le proprie vite per realizzare le automobili di Musk. Diversi lavoratori hanno spiegato alla testata inglese che l'amministrazione sta utilizzando tattiche intimidatorie per farli tornare a lavorare, minacciandoli di tagliargli la paga e i benefici della disoccupazione se non si presentano. Tutto per riaprire una fabbrica che non potrebbe nemmeno farlo.

Lunedì Musk ha infatti annunciato che avrebbe riaperto i lavori all'interno dello stabilimento californiano nonostante l'amministrazione di Fremont gli abbia chiesto di non farlo. Nella fabbrica lavorano 10.000 persone e sarebbe troppo rischioso far ripartire l'intera produzione in questo momento. L'azienda ha persino spiegato che non tutti potranno indossare mascherine e guanti perché non può fornirli per l'intera forza lavoro. Una decisione assurda accompagnata dalle continue uscite di Musk, che in un tweet ha letteralmente chiesto di essere arrestato: "Se dovete arrestare qualcuno, arrestate solo me". Il magnate ha però ricevuto un messaggio di supporto da Trump: "La California dovrebbe consentire a Tesla ed Elon Musk di aprire la fabbrica ora. Può essere fatto velocemente e in sicurezza".