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Di quando in quando i tweet del miliardario e numero uno di Tesla Elon Musk tornano a far discutere, e gli ultimi in ordine di tempo sono destinati a rientrare esattamente nella categoria degli interventi social più controversi dell'imprenditore: stando a quanto twittato nelle ultime ore infatti, Musk potrebbe essere affetto da coronavirus; i test che ha effettuato non gli hanno dato un esito definitivo, e l'incertezza dei risultati ha dato al miliardario il pretesto per diffondere teorie del complotto già abbracciate in precedenza nel corso della pandemia.

Tutto è iniziato con un tweet di questa mattina, ora italiana, nel quale Musk ha riferito di "qualcosa di estremamente bizzarro: sono stato testato per Covid-19 quattro volte nella giornata di oggi; due test sono risultati negativi e due positivi. Il macchinario era lo stesso, così come la tipologia di test e il personale che l'ha somministrato. Erano i test antigenici rapidi della BD" (Becton Dickinson, una multinazionale americana di tecnologia medica che negli Stati Uniti fornisce in massa questa tipologia di test). Il tweet non lancia particolari accuse ma lascia trasparire il sospetto che dietro alla discrepanza tra i risultati dei test ci sia una ragione precisa.

Musk ha elaborato l'accusa rispondendo ai tweet dei seguaci che hanno commentato l'accaduto. Uno in paricolare ha affermato che — al contrario dei risultati ottenuti dagli esami effettuati dall'imprenditore — gli introiti provenienti da queste tipologie di test sono "decisamente affidabili", insinuazione alla quale Musk ha risposto "Esattamente". La teoria è insomma che i test restituiscano falsi positivi in misura maggiore rispetto al normale per gonfiare le tasche di chi li produce: a un altro utente che gli ha chiesto se per caso non fosse questo il motivo per cui i contagi locali stanno mostrando un ennesimo picco, Musk ha risposto "Se sta succedendo a me, sta succedendo ad altri".

L'imprenditore si è già sottoposto a un test molecolare che darà i suoi risultati in entro domani; nel frattempo si basa sulla sua esperienza personale per tratteggiare i contorni di un complotto a livello nazionale e globale del quale però non esiste alcuna prova tangibile. Del resto non è la prima volta che il patron di Tesla si lancia in affermazioni non verificate sulla pandemia in corso: in passato aveva già affermato erroneamente che i bambini fossero sostanzialmente immuni e che entro il mese di aprile negli Stati Uniti il numero di casi sarebbe stato vicino allo zero. Il problema è che l'account di Musk è anche uno dei più seguiti sulla piattaforma social, dove i suoi tweet raggiungono un pubblico di 40 milioni di persone.