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Elon Musk ha inviato una nota a tutti i dipendenti di SpaceX nella quale minimizza i pericoli del nuovo coronavirus che l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito pandemia. L'email, inviata venerdì mattina, spiega ai dipendenti dell'azienda che hanno più probabilità di morire di incidente d'auto piuttosto che di Covid-19, la malattia causata dal virus SARS-CoV-2. Ha inoltre aggiunto che, basandosi sui dati da lui analizzati, non pensa che il coronavirus rientri tra i 100 rischi per la salute pubblica degli Stati Uniti. Un'uscita evitabile – come quelle a cui Musk ci ha abituati negli anni – che segue un tweet altrettanto controverso nel quale definiva il panico causato dal coronavirus come "stupido".

D'altronde la visione di Musk sul coronavirus è contraddetta completamente dalle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dai centri per il controllo e prevenzione delle malattie degli Stati Uniti, che hanno già sottolineato come il coronavirus rappresenti già una pandemia che tutto il mondo deve contrastare. Senza contare che il paragone con gli incidenti è insensato: uno scontro in macchina non può essere paragonato a un'infezione virale che può espandersi esponenzialmente nel mondo. Secondo gli esperti americani, nel peggiore scenario il coronavirus potrebbe infettare tra i 160 e i 214 milioni di abitanti degli Stati Uniti. Di questi, 1,7 milioni potrebbero morire.

"Non ha senso paragonare queste due cose" ha spiegato Amesh Adalja, del Johns Hopkins University Center for Health Security. "Questo virus non si può contenere e se è vero che molte persone lo supereranno senza problemi, esiste una porzione di popolazione che non lo farà. Le persone potrebbero morire e dovremmo focalizzarci sul cercare di limitare l'esposizione delle persone". La nota di Musk arriva peraltro in un momento in cui l'industria automotive ha iniziato a restringere le sue operazioni per cercare di limitare la diffusione del virus. Molti dipendenti dei principali marchi stanno lavorando da casa e le aziende stanno iniziando a valutare l'idea di chiudere le fabbriche.