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L'idea di Elon Musk di qualche giorno fa potrebbe realizzarsi davvero. Il fondatore della Tesla aveva twittato che se l'azienda, quotata a Wall Street, avesse raggiunto il valore di 420 dollari ad azione, era pronto a privatizzarla, a fare, quindi, quello che in gergo finanziario si chiama "delisting". Una decisione sua, consapevole delle difficoltà in cui versa la sua azienda, che ha sollevato non poche polemiche al punto che anche la SEC, la Consob americana, ha chiesto dei chiarimenti su quei tweet. Ma Musk sembra aver trovato la soluzione. A finanziare la sua operazione di privatizzare la Tesla ci sarebbero i sauditi del fondo che, proprio mentre Musk annunciava la sua decisione, ha acquisito il 5 percento dell'azienda. Il valore dell'operazione sarebbe di circa 70 miliardi di dollari.

In un post sul blog del sito di Tesla, Elon Musk ha spiegato che a sostenere la sua decisione di privatizzare l'azienda potrebbe essere portata avanti con l'aiuto dei sauditi, proprietari del 5 percento dell'azienda da pochi giorni, che potrebbero sostenere il costo dell'operazione che sarebbe di circa 70 miliardi di dollari. Inoltre, Musk è convinto che i due terzi del consiglio di amministrazione resterà al suo posto anche in seguito al "delisting". Nel suo post, Musk spiega anche che il fondo saudita aveva proposto il delisting già due anni fa. Di conseguenza, il tweet dei giorni scorsi sono stati pubblicati sapendo bene che l'operazione poteva concretizzarsi, visto il coinvolgimento quasi contemporaneo del fondo saudita, il Public Investment Fund.

"Continuo a essere in trattativa con il fondo saudita, ma anche con una serie di altri investitori, cosa che ho sempre pensato di fare dato che mi piacerebbe che Tesla continuasse ad avere un'ampia base di investitori" ha scritto Musk. "È importante che queste discussioni vengano completate prima di presentare una proposta dettagliata a un board indipendente", ha concluso.

I 420 dollari ad azione saranno pagati solo ai soci che decideranno di non restare in azienda, in seguito all'operazione di privatizzazione. Si stima infatti, e ne è convinto lo stesso Musk, che buona parte dei titoli verranno girati verso l'azienda una volta che sarà dichiarata privata. Intanto la SEC, la Consob americana, vuole vederci chiaro aprendo un'indagine soprattutto in relazione ai tweet del 7 agosto scorso, per verificare la correttezza dell'operato nel rispetto dei mercati e dei soci.