Durante la notte appena trascorsa molteplici profili di Facebook, di persone più o meno pubbliche come scrittori e politici, sono stati sospesi dal colosso di Menlo Park. I motivi sono stati resi noti tramite email ai diretti interessati solo a posteriori e se in primis si era pensato ad un attacco hacker contro proprio i politici, in assenza di una dichiarazione da parte del Social Network, si è poi scoperto ad una verifica dell’uso di  nomi reali sul network.

Alcuni dei personaggi sospesi appartengono al Partito Radicale, sia ne sono stati parte ma anche hanno preso alcune volte la loro posizione. Fra di essi Massimo Bordin, Rita Bernardini, Gianfranco Spadaccia, ma anche Loredana Lipperini, giornalista di Repubblica,  Pierluigi Battista del Corriere della Sera, nonché scrittrici come Eva Clesis e Marilù Oliva. Tutti questi profili, bloccati dalla serata di ieri, contraddistinti con un pollice incerottato, sono poi tornati attivi nella giornata di oggi. A diversi è stato inviata una email da parte di Facebook in cui veniva spiegato che il proprio account era stato segnalato e con la stessa missiva veniva richiesta una verifica della propria identità, tramite l’invio di un documento di identità in formato digitale. Tutto pienamente nella norma.

Leggendo infatti il regolamento d’uso, ogni account di Facebook deve riportare il nome reale completo. In particolar modo:

Gli account Facebook possono rappresentare solo singole persone. Utilizzare un diario personale per rappresentare un soggetto diverso da se stessi (es.: celebrità, animali domestici, idee, oggetti, ecc.) costituisce una violazione delle nostre normative;

È vietato impersonare qualcuno o qualcosa;

Il mantenimento di più account personali rappresenta una violazione delle nostre normative;

È severamente vietato creare account per inviare spam o infastidire gli altri.

Quindi una procedura normale che il Social Network regolarmente realizza nei confronti di tutte le persone iscritte a Facebook, per riuscire a garantire l’autenticità dei profili, sia che si tratti di persone comuni o di personaggi pubblici, e che permette di mantenere alta la qualità dell’esperienza degli utenti sulla piattaforma. Questo è quanto dichiarato a Wired direttamente dal colosso di Menlo Park.