Dopo tre anni dall'ultimo aggiornamento, Facebook annuncia di voler rendere più chiare le condizioni d'uso e la normativa sui dati della piattaforma. È una delle risposte che Facebook dà in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica che ha messo in evidenza tanti problemi, tra cui la gestione dei dati degli utenti e la gestione della privacy. Con questo aggiornamento Facebook non modifica le condizioni, ma semplicemente le rende più chiare e comprensibili senza intaccare la sostanza. "L'obiettivo è fare chiarezza, non stiamo chiedendo nuovi diritti per raccogliere, usare o condividere dati degli utenti".

Facebook con questo aggiornamento non cambia nulla nella sostanza delle condizioni d'uso della piattaforma, le rende più chiare. Da sempre, uno dei tanti problemi relativi alla gestione della privacy, era proprio la comprensione, da parte degli utenti, delle stesse condizioni d'uso. L'azienda di Mark Zuckerberg agli utenti non chiede nulla, chiede soltanto di lasciare un parere entro i prossimi sette giorni, quindi entro l'11 aprile, utilizzando il form su questa pagina. In realtà si tratta di un forma di adesione formale, un po' poco per chiedere agli utenti un feedback su un testo di 4 mila parole.

facebook condizioni uso

"Per i prossimi sette giorni le persone potranno fornire il loro feedback sulle Condizioni d'uso e la Normativa sui dati. Una volta finalizzati, pubblicheremo questi documenti e chiederemo alle persone di dare il loro consenso su Facebook, insieme alle informazioni sulle scelte a disposizione degli utenti in merito alla loro privacy". L'aggiornamento delle condizioni d'uso viene fatto anche sulla scia del GDPR, il nuovo regolamento europeo sulla privacy che entrerà in vigore dal prossimo 25 maggio e anche alla luce di "funzionalità introdotte di recente" come il Marketplace, dove è possibile la compravendita di prodotti tra gli utenti e le raccolte fondi per cause importanti. Le maggiori spiegazioni su come la piattaforma condivide servizi, infrastrutture e informazioni riguardano tutto l'ecosistema Facebook e quindi anche Messenger, Instagram, Whatsapp e i visori Oculus, che ora hanno tutti la stessa normativa sui dati. "L'esperienza non cambierà nell'utilizzo di questi prodotti".

"È importante mostrare alle persone come funzionano i nostri prodotti, in modo che possano prendere decisioni consapevoli in merito alla loro privacy. Vogliamo spiegare, in un linguaggio più semplice, i servizi che offriamo", così Egan e Beringer, VP di Facebook, spiegano lo scopo di questa operazione. "Vogliamo spiegare – aggiungono – come utilizziamo i dati e perché si tratta di un'operazione necessaria per personalizzare i post e le pubblicità che ognuno vede, così come per i Gruppi, gli amici e le Pagine suggerite". Si tratta quindi di miglioramenti per rendere più chiare le condizioni d'uso, quelle che per troppo tempo gli utenti hanno accettato senza neanche leggere. Questo è uno degli insegnamenti che lascia tutta la vicenda Cambridge Analytica.