facebook full fact

Facebook, nonostante i tanti problemi, ha negli ultimi due anni e mezzo intrapreso una strategia di contrasto alle fake news, quel fenomeno che ha praticamente travolto la piattaforma di Mark Zuckerberg, diventata terreno fertile per la diffusione di notizie false. E questa strategia, per la prima volta, dà vita ad una nuova collaborazione nel Regno Unito con l'associazione benefica e indipendente Full Fact, che si occuperà proprio di verificare la veridicità e l'affidabilità di articoli, immagini e video condivisi sul social network. Restano fuori dall'operazione di indagine i contenuti di opinione. L'intento di questa nuova iniziativa di Facebook è quello di affidarsi ad un soggetto terzo in loco in modo da contrastare più efficacemente il fenomeno della disinformazione.

Nel contrastare le fake news, Facebook decide di dare vita nel Regno Unito ad una inedita iniziativa con Full Fact, associazione benefica e indipendente che opera per contrastare la diffusione della disinformazione. Come verrà strutturata questa nuova collaborazione? In pratica, resta sempre valida la segnalazione delle notizie false da parte degli utenti. Ricevuta la segnalazione, entra in gioco il team di Full Fact che procederà all'analisi del contenuto, verificando l'accuratezza del contenuto stesso per poi valutarlo come vero, falso oppure un mix di entrambi. Una volta fatto questo passaggio, gli utenti saranno avvisati se un contenuto che stanno per condividere è stato verificato come falso, ma a nessuno sarà impedito di condividere o leggere qualsiasi contenuto, che sia falso o meno.

"Full Fact si concentrerà sulla revisione e valutazione della disinformazione che costituisce il maggior potenziale per danneggiare la sicurezza delle persone o minare i processi democratici, come pericolose ‘cure' per il cancro, false storie che si diffondono dopo attacchi terroristici o falsi contenuti su come votare prima delle elezioni", ha fatto sapere Facebook in un comunicato.

In pratica, Full Fact provvederà a segnalare se il contenuto è falso o meno, restando sempre valida per l'utente la facoltà di condividere il contenuto. In questo caso, Facebook sa bene che non può impedire a nessuno di condividere contenuti sulla piattaforma ma, dopo la segnalazione di un ente terzo, come lo è Full Fact, lascia la responsabilità all'utente che ha tutte le informazioni del caso in relazione al contenuto. Da aggiungere che Facebook non interverrà mai nel processo di valutazione del contenuto da parte di Full Fact e non validerà mai il contenuto dopo la verifica che verrà direttamente pubblicato sulla piattaforma, senza passare da altre forme di validazione interne a Facebook.

Questa collaborazione arriva in un momento in cui lo stesso programma avviato da Facebook è stato messo in discussione proprio da un'indagine del quotidiano britannico The Guardian che aveva segnalato come il programma fosse spesso "in confusione" sbagliando a valutare i contenuti.

E poi, di recente recente studio, condotto dalle università di New York e Princeton, ha dimostrato come, a differenza di altri studi precedenti, la propensione a condividere notizie false sui social network non sia del tutto legata allo stato sociale dell’utente, alla formazione, al sesso, quanto, invece, sia legata al fattore età. Infatti, ad avere una maggiore propensione a condividere fake news sono gli utenti più anziani, gli over 65 anni.