facebook fact checking

Se è vero, come è vero, che anche per il 2019 uno dei principali obiettivi di Facebook è quello di migliorare il contrasto alle fake news, allora è il caso di cominciare a preoccuparsi. Mark Zuckerberg ha fissato l'obiettivo, per questo nuovo anno, di migliorare sempre di più la piattaforma e, di conseguenza, non avrà certo apprezzato il fatto che due importanti agenzie come Associated Press, storica agenzia di stampa internazionale, e Snopes, specializzata proprio nella caccia alle "bufale", abbiano deciso di che non effettueranno più attività di fact checking per il colosso di Menlo Park. La notizia, diffusa dai media americani, viene ormai confermata da tutti e per quanto Facebook cerchi di limitare gli effetti, sostenendo che comunque restano in piedi gli accordi con altre 34 agenzie che possono fare il lavoro di verifica delle notizie, resta il fatto che questo passo indietro suona quasi come uno schiaffo. Sia AP che Snopes hanno dichiarato il loro intento senza specificare quale fosse il motivo principale.

Associated Press e Snopes hanno deciso di non continuare più la loro attività di fact checking per Facebook, una notizia che di certo non aiuta Facebook per quello che è il suo obiettivo di contrastare le fake news. Anche perchè si tratta di due nomi che, all'interno dei rispettivi contesti, sono di prim'ordine. Associated Press è la prima agenzia di stampa internazionale, fondata nel 1846 a New York, e Snopes è uno dei siti più conosciuti per la lotta alle bufale.

"AP valuta costantemente come impiegare al meglio le proprie risorse per il controllo dei fatti" – ha dichiarato un portavoce alla BBC –  "e questo include conversazioni in corso con Facebook sulle opportunità di fare un importante lavoro di controllo dei fatti sulla propria piattaforma. Al momento, non sta al momento facendo un lavoro di fact-checking per Facebook".

Snopes ha dichiarato di avere deciso di non rinnovare la partnership con Facebook: "Stiamo valutando le ramificazioni e i costi nell'offrire servizi di fact-checking a terzi" e "vogliamo determinare con certezza che il nostro aiuto a qualsiasi piattaforma è positivo per la comunità online, per la pubblicazione e lo staff".

Questo passo indietro arriva dopo un'indagine che il Guardian aveva pubblicato alla fine dello scorso anno, rilevando che le agenzie ingaggiate da Facebook in realtà di sentissero "frustrate". All'interno del rapporto è citata anche Brooke Binkowski, ex direttore di Snopes, la quale lamentava il fatto che Facebook li avesse usati come PR per affrontare le crisi che riguardavano il colosso di Menlo Park, piuttosto che impegnarsi nella lotta alle fake new. "Sono più impegnati ad apparire, a loro non importa".