In occasione del Congresso Americano i vertici di Facebook hanno annunciato una serie di azioni che intendono portare avanti da qui ai prossimi mesi al fine di evitare che in futuro possano verificarsi situazioni analoghe a quelle avvenute in occasione delle elezioni presidenziali americane che hanno portato alla vittoria di Donald Trump. Nel dettaglio l'obiettivo del colosso di Menlo Park è quello di rendere gli annunci pubblicitari all'interno del social network sempre più trasparenti grazie all'introduzione di nuovi strumenti all'interno della popolare piattaforma blu.

I responsabili di Facebook hanno comunicato inoltre che miglioreranno i processi di revisioni delle inserzioni potenziando i sistemi di machine learning ma anche il team umano di verifica che sarà ampliato con mille nuove persone che avranno il compito di controllare gli annunci pubblicitari prima di venir approvati. Inoltre gli inserzionisti che desidereranno diffondere annunci su Facebook relative ad elezioni dovranno riferire l’organizzazione con cui lavorano. Infine l'idea del social network è quella di impedire la pubblicazione di annunci che promuovono espressioni di violenza in grado di alimentare tensioni sociali.

La notizia arriva a poche settimane di distanza dall'annuncio del team di Menlo Park che ha confermato che Facebook ha venduto spazi pubblicitari politici ad una società russa con l'obiettivo di influenzare l’opinione pubblica americana, una conferma che è arrivata anche dallo stesso Zuckerberg che in un lungo post pubblicato sul suo profilo personale si dice pentito di una sua dichiarazione fatta subito dopo le elezioni americane: "Dopo il voto dichiarai che pensare che la disinformazione su Facebook poteva aver cambiato il risultato era un'idea folle. Nel definirla folle sono stato sprezzante e me ne pento. Non si può essere sprezzanti su un argomento così importante". La volontà del social network è ora quella di combattere tutti i tentativi di influenzare i processi democratici attraverso il social network.

Nel frattempo il vicepresidente della comunicazione di Facebook Elliot Schroge ha spiegato che le inserzioni pubblicitarie collegati all'inchiesta Russiagate sono state visualizzate da almeno dieci milioni di persone: "La metà degli ‘ads' acquistati è costata meno di tre dollari l'uno, il 99 per cento meno di mille". Nel dettaglio il 44 per cento degli annunci sarebbe stato visualizzato prima delle elezioni di novembre mentre il 25 per cento non ha mai raggiunto nessun utente. Inoltre è stato evidenziato che buona parte degli annunci pubblicitari sono stati rimossi non per via dei contenuti sponsorizzati ma poiché i post sono stati promossi da account falsi: "Molte inserzioni non violavano le nostre politiche interne: questo significa che se fossero state acquistate da profili autentici, sarebbero rimaste sulla piattaforma".