28 Gennaio 2015
18:18

Facebook censura le immagini di Maometto in Turchia

In seguito all’ingiunzione del tribunale locale di Ankara, come riporta la BBC, Facebook avrebbe deciso di bloccato un numero non specificato di pagine che “offendevano il profeta Maometto”.
A cura di Matteo Acitelli

Poche ore dopo la strage avvenuta nell’edificio della redazione di Charlie Hebdo, il CEO di Facebook Mark Zuckerberg aveva pubblicato sul suo profilo un lungo post per unirsi alla campagna ‪#‎JeSuisCharlie dove ha sottolineato a tutti gli utenti iscritti al social network che Facebook è un luogo libero, a favore della libertà di stampa e di opinione: "Non lasceremo che nessun Paese, o gruppo di persone, decidano dittatorialmente cosa la gente possa o non possa condividere nel mondo. Non lascerò che questo accada su Facebook. Voglio costruire un servizio in cui si possa parlare liberamente senza avere paura della violenza". Zuckerberg sembrava sicuro di sé quando ha pubblicato il post, qualche giorno fa però da alcune autorità turche è arrivato l'ordine di chiudere diverse pagine Facebook considerate offensive nei confronti di Maometto, pena il blocco totale del social network nel paese.

Nel dettaglio la società di Zuckerberg avrebbe ricevuto un'ingiunzione da parte di un tribunale locale di Ankara a seguito della quale, come riporta la BBC, Facebook avrebbe deciso di bloccato un numero non specificato di pagine che "offendevano il profeta Maometto". La notizia non dovrebbe sorprendere più di tanto visto che come riportato all'interno del Transparency Report del social network, la Turchia è il secondo Paese al mondo per numero di richieste di censure (1893 post), secondo solo all'India (con oltre 4000 richieste di censura). Al momento dai responsabili di Facebook non è stata diffusa alcuna informazione a riguardo. Secondo il regolamento di Facebook c'è la possibilità di limitare l'acceso a determinati contenuti a livello territoriale, bloccando post, foto e video nel caso in cui questi siano in contrasto con le leggi locali. In questo caso dunque Mark Zuckerberg ha preferito bloccare le immagini di Maometto in Turchia piuttosto che perdere tutti gli utenti del Paese per via della censura.

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