zuckerberg olocausto

La trimestrale al di sotto delle aspettative ha fatto crollare Facebook in borsa in pochi minuti. È bastato l'annuncio di risultati deludenti, arrivato in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, a spingere verso il basso il titolo del social network, che ha anticipato agli azionisti un probabile periodo negativo anche per i mesi futuri. Il secondo trimestre dell'anno è terminato con ricavi in aumento del 42 percento a 13,2 miliardi di dollari, sotto le attese degli analisti che scommettevano su 13,4 miliardi.

Così il titolo in borsa è precipitato del 24 percento nelle contrattazioni after hours. In pochi minuti Zuckerberg ha quindi bruciato 16,8 miliardi di dollari del suo patrimonio personale, una perdita che lo fa scivolare dal terzo al sesto posto degli uomini più ricchi al mondo. È la prima volta dal 2015 che Facebook manca le previsioni degli analisti. Deludente anche la crescita degli utenti, aumentati dell'11 percento a 1,47 miliardi di utenti quotidiani, meno delle attese del mercato che prevedeva un dato pari a 1,48 miliardi. L'utile netto si è attestato a 5,1 miliardi di dollari.

D'altronde Facebook esce da un periodo nero in seguito allo scandalo di Cambridge Analytica, alle elezioni americane del 2016 e alle ammissioni che la Russia avrebbe interferito con la sua piattaforma durante la campagna elettorale. Dallo scandalo privacy che ha coinvolto il social i titoli in borsa si erano però ripresi velocemente, elemento che aveva fatto sperare per i conti. Che, invece, sono stati una doccia fredda. E probabilmente lo saranno anche in futuro: il chief financial officer, David Wehner, ha previsto che il rallentamento dei ricavi continuerà per il resto dell'anno, con il tasso di crescita destinato a scendere a una sola cifra percentuale nel terzo e nel quarto trimestre dell'anno.