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24 Ottobre 2013
18:24

Facebook elimina il video della decapitazione: “Esaltava la violenza”

Cambia idea la dirigenza di Facebook che ammette di aver sbagliato e dopo aver riesaminato le varie segnalazioni degli utenti hanno capito che il video “esalta impropriamente e irresponsabilmente la violenza” e quindi è stato rimosso.
A cura di Bruno Mucciarelli
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Facebook torna indietro sui suoi passi. Se fino a ieri non aveva posto alcun veto sui vari video di violenza pubblicati sul proprio portale, oggi decide di oscurare tale video finito al centro delle polemiche, in cui si vedeva un uomo mascherato decapitare una donna. Le segnalazioni, ma anche messaggi di indignazione sulla scelta di mantenerlo online sono giunte sul portale del Social Network che non ha potuto fare altro che oscurarlo.

Le motivazioni della rimozione sono state chiaramente palesi e il filmato è stato oscurato perché "esalta impropriamente e irresponsabilmente la violenza". Chiaramente la cancellazione del post non placa in generale la situazione dei video violenti che le nuove politiche del portale hanno inizializzato. Infatti i video violenti potranno continuare ad essere pubblicati, a condizione che vengano accompagnati da un messaggio di avvertimento. Proprio qualche mese fa Mark Zuckerberg ed i suoi dipendenti avevano applicato nuove politiche di comportamento decisamente più severe per i contenuti indecenti o violenti. Ma poche settimane fa di nuovo un cambiamento delle stesse senza però alcuna pubblica esternazione e dunque la possibilità di visionare anche video come quello della decapitazione messicana. Solo grazie alla segnalazione di alcuni utenti la Bbc lo aveva scoperto portandolo alla bocca di tutti per la sua eliminazione.

Nel contempo comunque la decisione realizzata da Facebook ha trovato commento anche da parte del premier britannico, David Cameron, che ieri si era fatto portavoce dell'indignazione generale. In un messaggio su Twitter ha scritto: "Sono felice che Facebook abbia cambiato l'approccio davanti ai video violenti. La sfida adesso è garantire che la loro politica sia sufficientemente forte per proteggere i bambini".

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