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Secondo giorno di testimonianza di Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, davanti al Congresso americano. Dopo la prima testimonianza davanti alla Commissione Giustizia e Commercio del Senato, Zuckerberg si trova ad affrontare i deputati della Camera che compongono la Commissione Energia e Commercio. È probabile che l'audizione durerà alcune ore e tanti saranno i punti da chiarire, ma intanto Zuckerberg, rispondendo ad una domanda specifica sulla GDPR, la nuova regolamentazione della privacy che entrerà in vigore nei paesi UE dal prossimo 25 maggio, ha dichiarato che Facebook estenderà le impostazioni della norma europea in tutti i paesi del mondo. Intanto i garanti della privacy hanno ritenuto insufficiente il "mi dispiace" di Zuckerberg pronunciato davanti alla Commissione del Senato Usa e hanno dato vita al Social Media Working Group.

Nuova giornata di audizione per Mark Zuckerberg alle prese con le domande dei deputati della Commissione Energia e Commercio della Camera Usa. Tanti i punti toccati, tante richieste di chiarimenti sul trattamento dei dati da parte di Facebook visto lo scandalo Cambridge Analytica. Da questa seconda giornata emerge un elemento nuovo, rispetto alla giornata di ieri. Infatti, rispondendo ad una domanda specifica sulla GDPR, il Regolamento Ue 2016/679 (General Data Protection Regulation), Zuckerberg ha dichiarato che le impostazioni del regolamento adottate da Facebook saranno poi estese a tutti i paesi del mondo. La norma  in sostanza si muove su quattro principi basilari che dovrebbero impedire il verificarsi di un nuovo caso Cambridge Analytica e sono: regole più chiare su informativa e consenso dei dati; saranno fissati dei limiti al trattamento automatizzato dei dati personali; esercizio di nuovi diritti; criteri rigorosi per il trasferimento degli stessi al di fuori dell’Ue; norme rigorose per i casi di violazione dei dati (data breach). Questo il cuore della nuova regolamentazione che Facebook si impegna ad estendere anche negli altri paesi del mondo.

WP29: "Insufficienti le scuse di Mark Zuckerberg"

Intanto a Bruxelles si è riunito il gruppo dei Garanti Privacy UE, WP29, definendo insufficienti le scuse fatte da Zuckerberg di fronte alla Commissione del Senato: "Una piattaforma social multimiliardaria che dice ‘mi dispiace' non è abbastanza". E oggi nasce, seguendo anche le indicazioni del garante italiano, Antonello Soro, il "Social Media Working Group". "Mentre Cambridge Analytica e Facebook sono in cima a tutti i nostri pensieri, dobbiamo estendere la nostra rete e pensare a lungo termine, per questo creiamo il gruppo Social Media", che elaborerà una strategia di lungo periodo, ha detto Andrea Jelinek, presidente del WP29, il quale ha anche aggiunto che "la protezione dei dati degli individui contro l'utilizzo illegale sulle piattaforme social sarà una delle nostre priorità". Il WP29 dal prossimo 25 maggio, con l'entrata in vigore della GDPR, si chiamerà European Data Protection Board.