facebook blocco gruppi destra uk

Nel Regno Unito Facebook ha provveduto a bloccare le pagine e i profili di gruppi di estrema destra, alcune di esse tra le più grandi del paese, sostenendo che queste organizzazioni rientrano nella nuova definizione di "individui e organizzazioni pericolose". Tra i gruppi colpiti dal social network figurano anche il "British National Party" (BNP), l'"English Defence League" (EDL) e il gruppo "Britain First". Ma Facebook, oltre a colpire le pagine dei gruppi , ha provveduto anche a rimuovere 12 profili di persone appartenenti ai medesimi gruppi e tra questi ci sono l'ex presidente del BNP, Nick Griffin, il leader del Britain First, Paul Golding, l'ex vice del Britain First, Jayda Fransen, e il leader del gruppo fascista "National Front, Tony Martin.

Facebook decide di agire con il pugno duro contro i gruppi che si rifanno all'estrema destra nel Regno Unito e procede con il blocco delle pagine di diversi gruppi, tra i quali figurano quelli più noti, e di alcuni profili che appartengono all'estrema destra e che hanno ricoperto dei ruoli all'interno di queste organizzazioni.

In una nota la società di Menlo Park, fondata e guidata da Mark Zuckerberg, precisa: "Gli individui e le organizzazioni che diffondono odio, o attaccano o chiedono l'esclusione di altri sulla base di chi sono e di ciò che rappresentano, non hanno posto su Facebook. Sotto la nostra policy contro gli individui e le organizzazioni politiche pericolose, blocchiamo coloro che proclamano una missione di violenza o odio o sono impegnati in atti di odio o violenza".

Tra le organizzazioni e i gruppi colpiti c'è anche "Islamaphobic Knights Templar International" che non sarà più ammesso su Facebook o Instagram.

L'azione decisa di Facebook nel Regno Unito è stata accolta con molto favore. Il social network aveva già provveduto, lo scorso mese di febbraio, a bloccare l'attivista britannico di estrema destra Tommy Robinson, vero nome Stephen Yaxley-Lennon. "Era un provvedimento che attendevamo da tempo", ha dichiarato la deputata Yvette Cooper, presidente della commissione per gli affari interni. "Per troppo tempo le aziende che possiedono piattaforme social media hanno facilitato contenuti estremisti e odiosi online, approfittando del veleno che diffondevano", ha continuato la Cooper in una nota. "Hanno fallito in particolare sull'estremismo di estrema destra perché le piattaforme in questione non hanno mai operato in coordinamento come invece fanno nel contrastare l'estremismo islamista".