Da qualche settimana ormai Facebook negli Stati Uniti ha iniziato a fornire un servizio di verifica delle informazioni che contrassegna in modo ancora più evidente rispetto al passato tutti i materiali ascrivibili alla categoria delle bufale o delle fake news. Il sistema dovrebbe servire a informare il pubblico del social che il link o il contenuto che stanno per visionare è di natura tendenziosa, e dopo qualche mese di rodaggio negli USA (dove servirà in vista delle elezioni presidenziali di quest'anno) è stato portato anche in Italia.

A partire da questi giorni, chiunque si imbatta in uno degli articoli o dei contenuti contrassegnati come falsi da Facebook lo troverà schermato da una maschera in semitrasparenza che ne oscurerà parzialmente il contenuto. In primo piano, al posto dell'immagine che accompagna il link, apparirà l'indicazione Informazione falsa, e la descrizione Verificato da fact-checher indipendenti accompagnata da un pulsante che recita la dicitura Scopri perché. Cliccare sul pulsante riporta poi a un numero variabile di siti antibufala verificati da Facebook che hanno già classificato la notizia o il contenuto come falsi.

Ciò a cui Facebook si riferisce con fact-checker sono infatti le organizzazioni e i siti specializzati che in tutto il mondo si occupano di verificare le notizie più virali in circolazione a mezzo social, per tentare di ristabilire obiettività nella narrazione di una vicenda. Lo sforzo di questi soggetti però non è sufficiente a contrastare la diffusione di notizie false, spesso fabbricate tenendo in massima considerazione il loro potere di trasmissione virale; è qui che dovrebbe entrare in gioco Facebook, infilando questi contenuti sul cammino degli utenti che stanno invece per visitare una pagina dannosa dal punto di vista della veridicità dei fatti riportati.