2 Agosto 2019
15:57

Facebook voleva leggere i messaggi di Messenger e inserire pubblicità nelle chat

A scoprire l’arcano è Mashable, che ha scovato un brevetto depositato da Facebook nel quale viene mostrato un meccanismo che permetterebbe ad alcuni plugin di “captare” l’argomento principale di una conversazione privata, per far poi comparire pubblicità mirate, il cui oggetto è proprio l’argomento di cui si sta parlando.
A cura di Dario Caliendo

Ammettiamolo, quasi tutti gli utenti di Messenger, almeno una volta, si sono sentiti "spiati" dal social network ed hanno pensato che Facebook ascoltasse le conversazioni, per poi pubblicare delle pubblicità mirate nelle sue applicazioni. Ebbene, questo vero e proprio "incubo" sarebbe potuto presto diventare realtà. Ma non come credete.

Il nuovo brevetto per le pubblicità su Facebook

A scoprire l'arcano è Mashable, che ha scovato un brevetto depositato da Facebook, nel quale viene mostrato un meccanismo – piuttosto invasivo – che permetterebbe ad alcuni plugin di "captare" l'argomento principale di una conversazione privata, per far poi comparire (stesso nella chat, e per ogni singola conversazione) pubblicità mirate, il cui oggetto è proprio l'argomento di cui si sta parlando. In soldoni, se con un amico si chatta di smartphone, potrebbero comparire pubblicità inerenti alle ultime offerte sugli smartphone. Se si chatta con un'amica di scarpe, nella conversazione potrebbero comparire annunci pubblicitari di moda. E così via.

Nel brevetto, depositato nel 2015 ma appena reso pubblico, vengono descritte le metodologie tramite le quali le aziende potrebbero avere accesso ai dati di geolocalizzazione dei dispositivi e al contenuto delle conversazioni, per poi diffondere annunci mirati direttamente nelle finestre di chat tramite un plug-in.

Facebook ha dichiarato che questo brevetto non sarà utilizzato

Così come le altre aziende, anche Facebook spesso brevetta tecnologie particolari che non sempre diventano realtà. Ed è con questa falsariga che un portavoce dell'azienda ha smentito quanto scoperto dal sito statunitense: "Depositiamo spesso brevetti per nuove tecnologie, che non implementeremo mai" – ha spiegato Facebook – "e le domande di brevetto, come questa depositata più di quattro anni fa, non dovrebbero essere prese in considerazione come un'indicazione dei nostri piani futuri. Non abbiamo in programma di pubblicare annunci nelle conversazioni private".

Ed è vero. In effetti la scoperta del brevetto indica un chiaro modo in cui il network di Zuckerberg potrebbe intensificare le sue campagne pubblicitarie nel servizio di messaggistica istantanea, ma è in netto contrasto con le dichiarazioni di Zuckerberg che, all'inizio di quest'anno, ha ben sottolineato la sua intenzione di migliorare i servizi dell'azienda in materia di messaggistica privata e crittografia.

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