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Il contributo di Internet all'economia italiana si fa sempre più consistente. Dai 28.8 miliardi del 2009, infatti, siamo passati ai 31.6 miliardi del 2010, con un tasso di crescita che si assesta sul 9.4%. Nel 2010, l'Internet economy e arrivata a rappresentare il 2% del prodotto interno lordo italiano, ed ha contribuito alla crescita del PIL per ben il 7%. Un dato a dir poco "consistente" se si considera che un settore piuttosto florido come quello della ristorazione arriva a malapena a costituire il 2% del PIL. Questi i primi dati sottolineati dal report Fattore Internet (di cui è possibile scaricare anche il pdf) e riassunti nel video proposto in apertura. Il report è stato commissionata da Google alla BCG (Boston Consulting Group, multinazionale di consulenza e management) la quale ha deciso di avvalersi del contributo del professor Carlo Alberto Carnevale Maffé.

Come sottolineato nella dichiarazione di intenti presente nella prefazione allo studio, è molto difficile stabilire il perimetro e la dimensione dell'Internet economy ma, alla luce dell'importanza che la rete è arrivata ad assumere in materia di crescita economica, si è rivelato essenziale cominciare a cercare delle risposte. Da questo punto di vista, Fattore Internet rappresenta un ottimo punto di partenza per uno studio serio, ponderato ed analitico degli effetti del web.

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Tanto per cominciare, Fattore Internet dimostra che un'attività mirata e consapevole sul Web rappresenta un'insostituibile risorsa per le piccole e medie imprese (PMI). Le PMI online-attive, vale a dire le imprese che gestiscono con costanza e competenza le attività online e che non si limitano soltanto ad avere un sito-vetrina (PMI online-passive) raggiungono una mercato più internazionale, assumono di più (perché hanno bisogno di risorse umane specializzate) e risultano maggiormente produttive. Le PMI online-attive, nonostante la crisi, negli ultimi tre anni hanno registrato una crescita media dell’1,2% dei ricavi, le PMI-online passive, invece, hanno subito un calo del 2,4%, per non parlare delle PMI offline, che hanno perso il 4,5% dei ricavi.

E questo non è che uno dei tanti dati presi in analisi per valutare il livello di influenza del web sull'economia italiana.

Se poi parliamo di previsioni, secondo gli autori dello studio, da qui al 2015 il tasso di crescita annua del valore economico della rete potrebbe  assestarsi tra il 13% e il 18%. Il che significa che nel giro di quattro anni, Internet potrebbe arrivare a pesare ben oltre il 4% del PIL nazionale, con un valore stimabile in 59 miliardi di euro.