27 Gennaio 2011
10:15

Firefox e Chrome: stop al tracciamento dei dati e alle pubblicità personalizzate

Dopo il suggerimento della Federal Trade Commission di adottare delle “Do not track” list, i browser Mozilla Firefox e Google Chrome hanno introdotto i primi sistemi a disposizione degli utenti per evitare il tracciamento dei dati da parte degli advertisers.
A cura di Mario Maaroufi

Diverse settimane fa si è parlato delle "Do Not Track" list rilasciate dalla Federal Trade Commission del Governo Americano, con le quali veniva delegato ai produttori di browser e alle aziende pubblicitarie il compito di autoregolarsi in materia di tracciamento delle informazioni a scopo pubblicitario. Da dicembre, mese in cui il report di 122 pagine è stato rilasciato, sono state avanzate diverse proposte per la tutela della privacy degli utenti ma, solo negli ultimi giorni, sono arrivate alcune notizie interessanti da parte di Firefox e Google.

Il noto browser Mozilla Firefox, infatti, ha annunciato la scorsa domenica di voler introdurre una nuova funzionalità di scelta per gli utenti che consentirebbe loro di indicare le proprie politiche in materia di privacy. Il browser comunicherebbe attraverso un header HTTP il tracciamento dei dati disabilitato alle agenzie pubblicitarie, che risponderebbero così con annunci non ottimizzati in base all'utente e alle sue abitudini. Un sistema, quindi, non basato su cookie o registri dei "siti indesiderati", molto più facile da gestire perché resterebbe memorizzato anche in caso di cancellazione della cache da parte dell'utente.

Google, invece, ha deciso di rilasciare una nuova estensione per il suo browser Google Chrome, dal nome di "Keep My Opt-Outs". Anche in questo caso si tratta di un sistema che non si basa sulle liste di siti di advertising bannati ma sulla scelta dell'utente di non consentire il tracciamento dei dati via cookie, indipendentemente dal sito. A differenza della soluzione di Firefox, questa sembra aver riscosso più successo presso le agenzie pubblicitarie ed è attualmente in funzione con le pubblicità firmate Google.

Problema risolto? Difficile a dirsi ma una cosa è certa: i primi passi per una maggiore privacy online sono stati fatti.

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