10 Maggio 2011
13:29

Fortune pubblica alcuni aneddoti curiosi su Steve Jobs

Adam Lashinsky nell’ultima edizione di Fortune rivela interessanti aneddoti sulla Apple, sulla sua gestione interna e sul mitico Steve Jobs.
A cura di Giovanna Di Troia

Adam Lashinsky nell’ultima edizione di Fortune, magazine attualmente disponibile anche su iPad per 4,99 dollari e gratuito per gli abbonati alla rivista, rivela interessanti aneddoti sulla Apple, sulla sua gestione interna e sul mitico Steve Jobs.

Lashinsky rivela che nel 2008 il lancio dell’iPhone 3G e del servizio MobileMe, non sono stati un grande successo per l’azienda di Cupertino. MobileMe prometteva di accedere a mail e calendario e sincronizzare opzioni tra iPhone e iPod. Tuttavia, nei primi tempi della loro distribuzione ci si accorse di molteplici malfunzionamenti che rallentavano i tempi di caricamento di qualunque operazione e mandarono diverse volte i server fuori uso. Tutto ciò non piacque per niente a Steve Jobs che convocò l'intero team di MobileMe ed accusò tutti di "offuscare la reputazione di Apple" , aggiungendo che si sarebbero dovuti “odiare reciprocamente” e nominò nuovi dirigenti per supervisionare lo staff di MobileMe.

Queste sono alcune affermazioni di Steve Jobs riportate nell’articolo di Lashinsky: “Can anyone tell me what MobileMe is supposed to do? Having received a satisfactory answer, he continues, “So why the f*** doesn’t it do that?” Intanto grazie a Steve Jobs il servizio MobileMe è migliorato negli anni e sembra che avrà un futuro ancor più roseo sfruttando funzioni “on the cloud” presenti nel prossimo iOS 5.

Interessante è anche il discorso, riportato nell’articolo di Lashinsky, che Steve Jobs tiene ad ogni nuovo vicepresidente della società, usando un parallelo tra l’inserviente che svuota i cestini e un vicepresidente, focalizzandosi tra “excuses” e “reasons”. Infatti, un vicepresidente non può permettersi scuse e soprattutto non può permettersi né di sbagliare né di fallire: “When you’re the janitor,” Jobs has repeatedly told incoming VPs, “reasons matter.” He continues: “Somewhere between the janitor and the CEO, reasons stop mattering.” That “Rubicon,” he has said, “is crossed when you become a VP.”

Le interviste ad ex dipendenti di Apple, hanno permesso a Lashinsky di avere un’idea più accurata del ruolo dirigenziale di Steve Jobs, che spesso diventa un vero e proprio “corporate dictator”: prende decisioni sui problemi più importanti fino a quelli più insignificanti e futili come la progettazione del bus-navetta che trasporta i dipendenti da Cupertino a San Francisco o ciò che deve essere servito alla caffetteria.

Sono citati numerosi altri aneddoti che avvengono tra le mura dell’azienda di Cupertino, vediamone alcuni tra i più interessanti. In Apple non c’è mai confusione su “chi è responsabile di cosa”. Nel linguaggio di Apple, il nome DRI (individuo direttamente responsabile) appare sempre durante i meeting, così che tutti sanno chi è il giusto contatto a cui rivolgersi.

Steve Jobs incontra il team esecutivo il lunedì per discutere di ogni progetto importante. Il mercoledi, invece, tiene il meeting di marketing e comunicazione.

Le intenzioni di Steve Jobs riguardo il design e il “feel” di ogni prodotto è condiviso in tutta l’azienda, anche se il 90% dei dipendenti non l’ha mai incontrato.

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