Non è la prima volta che il produttore cinese Foxconn finisce al centro di scandali per il modo in cui tratta i suoi lavoratori, ed è anche per questo che l'ultima rivelazione che lo riguarda e che proviene dal The Guardian sta facendo scalpore: secondo quanto rivelato dal quotidiano, la società avrebbe impiegato studenti minorenni di età compresa tra i 16 e i 18 anni per la costruzione di diversi dispositivi Amazon, facendoli lavorare anche di notte e al di fuori dei normali orari lavorativi in violazione delle leggi locali che lo vietano esplicitamente. Secondo i documenti ottenuti dal The Guardian, gli alunni inclusi nello speciale programma erano più di 1.000 e classificati come stagisti.

In realtà in Cina – così come in Italia – non è di per sé vietato impiegare lavoratori che non abbiano ancora compiuto la maggiore età, tanto che la società ha parzialmente difeso la legittimità del suo programma, dichiarando che "dà agli studenti la possibilità di fare pratica aiutandoli a prendere dimestichezza con il mondo del lavoro". L'applicazione del programma messo in atto da Foxconn è però risultata comunque irregolare sotto molti altri aspetti, primo tra tutti quello del lavoro notturno. Gli studenti erano infatti accompagnati negli stabilimenti dai loro insegnanti, che a loro volta erano spinti a incoraggiare i ragazzi a sottoporsi a ore di straordinari, fondamentali per raggiungere gli obbiettivi di produzione richiesti dal committente, ovvero Amazon. Condizioni simili hanno portato gli studenti a lavorare fino a 10 ore al giorno per 6 giorni alla settimana, con ricompense di circa 2 euro all'ora.

Su questo il gruppo non ha potuto che fare mea culpa, dichiarando però che si è trattato di un semplice caso di scarsa supervisione al quale verrà posto rimedio aumentando i controlli per assicurarsi che i normali turni di lavoro relativi a questi programmi vengano rispettati. A voler prendere le distanze dallo scandalo c'è ovviamente anche Amazon, il colosso dell'ecommerce per il quale gli studenti producevano gli altoparlanti della serie Echo: la società ha dichiarato di aver inviato una squadra di specialisti per verificare le affermazioni del The Guardian e assicurarsi delle condizioni di lavoro degli impiegati. Per China Labor Watch – un osservatorio sui diritti dei lavoratori in Cina – quella messa in atto da Foxconn è però una pratica consolidata, della quale la dirigenza era a conoscenza: per questo motivo l'organizzazione ha chiesto alla società di permettere l'accesso nelle fabbriche da parte di un team di osservatori indipendente sia dal produttore che dai suoi committenti.