25 Settembre 2014
17:48

Franceschini: “Assurda l’Iva per gli ebook al 22%, meglio tassarli come i libri”

Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, alla riunione informale della Reggia di Venaria con i colleghi europei, propone di abbassare l’Iva sugli ebook, oggi al 22%, e di portarla, invece, ad un valore vicino a quella che grava sui libri, ossia al 4%
A cura di Francesco Russo

Nel mese di Agosto, il Ministro della Cultura Dario Franceschini aveva dichiarato che era necessario abbassare l'Iva sugli ebook dal 22% al 4%, ossia al livello di tassazione che grava sui libri, un'idea che valeva come proposito da realizzare durante la presidenza italiana del semestre europeo. E la sua affermazione era accompagnata dall'intenzione di voler cercare una posizione comune con i suoi partner europei. E l'occasione buona per proporre questa idea è stata la riunione informale dei 28 ministri della Cultura europei, riuniti alla Reggia di Venaria per individuare possibili accordi su come considerare il patrimonio culturale un "bene comune". Quindi quale occasione per portare avanti una proposta simile.

Il Ministro Franceschini ritiene che sia "assurdo tassare gli ebook come i libri cartacei". Franceschini, proponendo questa idea alla riunione, seppure informale, della Reggia di Venaria, si è impegnato a portare la questione alla prossima riunione, questa formale, del 25 Novembre prossimo, occasione quindi per cercare una via unitaria al problema. Altri paesi, come Francia e Lussemburgo, hanno adottato iniziative interne da questo punto di vista, ma Franceschini non considera, per il momento, una soluzione di questo tipo in Italia. Ma ha comunque sottolineato che nel caso in cui non ci fosse accordo tra i 28 paesi dell'UE, allora si potrebbe pensare ad una soluzione tutta interna.

La proposta è quella, comunque, di abbassare l'Iva, se non al 4%, almeno al 5% o al 10%. Spiega così il Ministro:

Abbiamo valutato varie opzioni tenendo presente anche lo specifico del contesto italiano nel quale non si può portare l'Iva dal 22 al 4%, perché l'aliquota del 4% è già in deroga rispetto all' Europa. Si potrebbe al limite pensare di portarla al 5%, ma riteniamo ragionevole ipotizzare di portarla all'aliquota superiore, quella del 10%”.

E a proposito di una idea tutta italiana, in caso di mancato accordo a livello europeo, Franceschini precisa:

Se non ci fossero le condizioni per una presa di posizione europea possiamo tornare a valutare un'iniziativa nazionale. Il digitale è l'unico settore in crescita nell'editoria: per aiutare la lettura, va sostenuto in tutti i modi possibili”.

E a guardare i dati Istat 2013, il mercato dei libri cartacei perde quota passando in un anno da -6,3% a -8,4%. Mentre il mercato degli ebook in Italia è davvero, come sosteneva il Ministro Franceschini, in crescita: la quota di mercato passa, in un anno, dall'1,8% al 2%. E i dati di previsione parlano di un ulteriore crescita, accompagnata dalla crescita dei dispositivi di lettura, un trend molto in voga in quest'ultimo periodo. Ed è stato anche dimostrato, sempre in relazione ai dati Istat, che gli ebook avvicinano alla lettura una fascia di italiani che solitamente non legge libri cartacei. Il lettori di libri digitali sono quelli che hanno un'età compresa tra i 20 e i 24 anni.

Il tema di abbassare la tassazione sugli ebook sta cominciando ad interessare la politica, e infatti il giorno prima della Riunione dei Ministri della Cultura Europei alla reggia di Venaria, anche l'On. Antonio Palmieri, Responsabile Innovazione di Forza Italia, aveva lanciato un appello al Ministro Franceschini proprio in questa direzione:

Se il governo Renzi è davvero per l'innovazione domani a Torino il ministro Franceschini proponga ai ministri Ue della Cultura che in Europa l'Iva sui libri digitali sia la stessa dei libri su carta. Era – aggiunge l'On. Palmieri – tra i contenuti della proposta di legge Pdl 2011 per l'agenda digitale. La Francia ci sta provando. Uniamo le forze e facciamo innovazione davvero, passo digitale, dopo passo digitale".

A questo punto non ci resta che osservare come questa vicenda si svilupperà, aspettando proprio il vertice europeo di fine Novembre che sarà il primo vero banco di prova di questa proposta.

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