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Rientra l'allarme al quartier generale di Facebook e in generale in tutta la Silicon Valley: a quanto pare il pacco sospetto recapitato presso la sede principale della società di Menlo Park nella giornata di ieri non conteneva né era stato contaminato dal gas Sarin, come invece si temeva inizialmente. A riportarlo è stata in queste ore Reuters riferendo le parole del capo della squadra intervenuta sul posto per neutralizzare la minaccia, e la stessa Facebook ha confermato la notizia nei minuti successivi tramite le parole di un portavoce.

L'allarme era scattato nella giornata di ieri, quando il sistema automatico di scansione delle missive che giungono agli uffici della società aveva rinvenuto in alcune buste una positività al Sarin, un gas nervino classificato come arma di distruzione di massa e divenuto tristemente famoso nel corso di un attacco terroristico lla metropolitana di Tokyo a metà degli anni 90. Per via della natura volatile ed estremamente tossica del gas, l'azienda ha fatto mettere immediatamente sotto osservazione due dipendenti entrati direttamente a contatto con il materiale sospetto e fatto evacuare quattro strutture del quartier generale a scopo preventivo.

La notizia non ha tardato a diffondersi nonostante fin dall'inizio il sospetto di un errore da parte del macchinario deputato alle analisi non fosse stato escluso, e in queste ore è arrivata la conferma da parte di Facebook: "le autorità locali hanno confermato che i risultati dei test effettuati sulle buste sospette si sono rivelati negativi per qualunque sostanza potenzialmente pericolosa, e i dipendenti possono tornare negli edifici precedentemente evacuati". L'allarme Sarin scattato in queste ore e in breve tempo finito su tutte le testate internazionali sarebbe dunque da imputare a un falso positivo della macchina unito allo zelante protocollo di sicurezza interno alla società.