In Germania è entrata in vigore la "Netwerkdurchsetzungsgesetz" (legge sull'applicazione della Rete), una normativa molto discussa e voluta per contrastare i contenuti di odio che vengono condivisi in Rete e sui social media. La legge prevede che se le piattaforme social con oltre 2 milioni di iscritti non provvederanno, entro 24 ore, a cancellare offese e contenuti diffamatori, potrebbero essere multate fino a 50 milioni di euro. Viene sancito, attraverso questa norma, il principio di corresponsabilità delle piattaforme nel momento in cui gli utenti condividono contenuti di odio sulle stesse piattaforme. È una norma che prende di mira Facebook, Twitter o YouTube, tanto per citare qualche nome.

La nuova legge approvata dal Bundesrat, l'organo costituzionale legislativo della Germania federale, entrerà in vigore dal prossimo mese di gennaio e, comunque, lascia tre mesi di tempo alle piattaforme social durante i quali dovranno adeguarsi a quanto prevede la legge. La norma prevede anche che i social network che superano i 2 milioni di iscritti nominino, al loro interno, un responsabile per le denunce che riguarderanno la Germania. Inoltre i social network considerati dalla legge dovranno realizzare dei report semestrali nel caso in cui, in quel lasso di tempo, si verifichino più di 100 segnalazioni di rimozione di contenuto di odio.

Il tempo di rimozione di 24 ore riguarda quei contenuti di odio che sono "manifestamente criminali", come ad esempio pagine o post negazionisti dell'Olocausto; per i post, pagine, fake news o video più controversi, le verifiche, e quindi il tempo di rimozione, possono durare fino ad un massimo di sette giorni.

A monitorare che tutto quanto previsto dalla norma venga rispettato, e ad intervenire nel caso in cui ce ne fosse bisogno, è stato preposto un team di 50 dipendenti del ministero della giustizia tedesco. E sarà poi lo stesso ministero a quantificare l'entità delle multe da comminare in caso di violazione della legge.